23 Gennaio 2017

Presidente Fipe: “Legge su Home Restaurant necessaria”

Presidente Fipe: “Legge su Home Restaurant necessaria”

“Positivo il fatto che il Governo sia intervenuto per regolamentare questo settore. Garantirà sicurezza al cliente”


Il Presidente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Parma Ugo Bertolotti ha commentato, tramite la pagina di Ascom la nuova legge riguardante gli Home Restaurant.

“Riteniamo senz’altro positivo che finalmente il Governo sia intervenuto per regolamentare questo settore, alla stregua di quanto già avviene per tutti gli altri in cui si svolge attività di somministrazione alimenti. Si tratta di una regolamentazione, quella approvata nei giorni scorsi  alla Camera, che si era resa ormai  necessaria per poter innanzitutto garantire sicurezza al cliente: tra le altre cose infatti, il gestore dovrà preoccuparsi che gli “utenti operatori cuochi” siano assicurati per la copertura dei rischi derivanti dall’attività di Home Restaurant. Al contempo il Disegno di Legge  in questione chiarisce, attraverso i paletti imposti dal numero di coperti (500 all’anno ) e il fatturato massimo annuale (5000 €),  che l’attività di casa-ristorante non possa essere di tipo professionale, ma soltanto saltuaria e non in sovrapposizione con altre attività quali B&B o case vacanze.

Essendo inoltre il cardine della norma l’uso obbligatorio di piattaforme digitali, per prenotazioni e pagamenti, è garantita la tracciabilità delle operazioni e il conseguente controllo del rispetto dei limiti, strumento indispensabile nel rispetto della legge.

Pertanto, la nostra federazione esprime il proprio plauso alle azioni di cui sopra  che si stanno intraprendendo, in quanto vanno nella giusta direzione di regolamentare un settore attualmente senza regole e nei confronti del quale Fipe aveva già da tempo espresso in più sedi le proprie preoccupazioni nonché l’urgenza di intervenire per la definizione di regole precise e  per l’attivazione di sistemi di controllo adeguati”.

Home restaurant, arriva la legge che li disciplina

Massimo 500 coperti all’anno per un volume d’affari che non può superare i 5.000 euro con pagamenti effettuati solo con modalità elettroniche tramite le piattaforme web

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