5 Maggio 2017

Ponte Verdi: il presidente di CNA scrive lettera a Parma e Cremona

Ponte Verdi: il presidente di CNA scrive lettera a Parma e Cremona

Il presidente Provinciale Ghirardi ha scritto una lettera di accusa ai Presidenti delle Province di Parma e Cremona in merito alla gestione dei lavori al Ponte Verdi


Dopo la decisione  di chiudere al traffico il Ponte Verdi che collega Roccabianca a San Daniele Po nel Cremonese,  a causa la realizzazione di lavori di risanamento conservativo del ponte, il Presidente Provinciale di CNA, Gualtiero Ghirardi ha inviato una lettera ai Presidenti delle Province di Parma e di Cremona  per stigmatizzare il fatto che non vi sia stata la volontà di trovare una soluzione che consentisse di mantenere la percorribilità dell’infrastrutture, e visti i disagi a cui sono sottoposte le imprese, i lavoratori ed i residenti chiede il puntuale rispetto dei  tempi di lavorazione per una pronta e celere riapertura dell’infrastruttura.

Il testo della lettera è riportato integralmente di seguito:

“Gent.mi,

fino all’ultimo abbiamo sperato che vi fossero le condizioni per trovare una soluzione condivisa per evitare la chiusura totale del Ponte Verdi. Così non è stato e, sommessamente, consentiteci di pensare che abbia prevalso, in nome della sicurezza, più la voglia di “tenere le posizioni” che di condividere una soluzione positiva che di certo avrebbe creato meno disagi alle imprese, ai lavoratori e ai residenti.

In tutta questa vicenda, i personalismi hanno prevalso su tutto e su tutti, sulle esigenze delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini, e non si è cercato nemmeno un momento di confronto con chi rappresenta il mondo economico, almeno per avere un’idea sull’entità del disagio che si andava a generare. Non sappiamo se vi sono ancora spazi per un ripensamento, noi crediamo di sì, ma se dovesse permanere l’irremovibilità della decisione, auspichiamo che i lavori procedano celermente, che i tempi vengano rispettati e se possibile che sia fatto ogni sforzo per anticipare la riapertura dell’infrastruttura.

Le imprese che insistono su quei territori, già provate da una lunga crisi, non possono permettersi di sostenere a lungo costi aggiuntivi e crescenti disagi, così come molti dei loro dipendenti che devono ogni giorno allungare i loro spostamenti di almeno cento/centoventi chilometri”.

Distinti saluti,

Il Presidente

Gualtiero Ghirardi

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