23 febbraio 2016

Ponte sul Taro. Prove di carico: chiusura domenica 28 febbraio

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Ponte sul Taro. Prove di carico: chiusura domenica 28 febbraio

Dalle ore 8 alle ore 20 da entrambi i lati per tutta la sua lunghezza e per qualsiasi utenza, pedoni e ciclisti compresi


In una nota, il Comune ripercorre la storia del Ponte sul Taro. Quest’anno, infatti, ricorre il bicentenario della posa della prima pietra. Fu infatti realizzato tra il 1816 e il 1819 lungo la via Emilia, a 7 chilometri da Parma per volere della duchessa Maria Luigia. Risalgono invece al 1828 le 4 statue marmoree, opera di Giuseppe Carra, installate sulle testate del ponte che raffigurano quattro fra i principali corsi d’acqua del parmense: Taro, Enza, Parma e Stirone. Con i suoi 565 metri di lunghezza distribuiti in 20 arcate e 8 metri di larghezza, il ponte, che porta la firma dell’ingegnere parmigiano Antonio Cocconcelli, fu ritenuto all’epoca il più lungo d’Europa. Per realizzarlo si rese necessario un investimento di due milioni di lire.

Oggi, per rimetterlo a posto, servirebbero circa 8 milioni di euro. Per capire l’entità dei danni, verrà fatta una prova di carico sul ponte, che impegnerà l’intera giornata di domenica 28 febbraio. Quel giorno il ponte sul Taro resterà chiuso dalle ore 8 alle ore 20 da entrambi i lati per tutta la sua lunghezza e per qualsiasi utenza, pedoni e ciclisti compresi. Il traffico sarà interrotto sia da Pontetaro che da Parma all’uscita dalle rotatorie ubicate in prossimità dell’accesso al viadotto. I veicoli in transito saranno deviati sulla strada Stati Uniti, meglio nota come Emilia bis, usando come alternativa il ponte costruito a valle di quello storico, a cui si accede dall’abitato di Pontetaro e dalla tangenziale nord di Parma (uscita in direzione di Fontevivo – Noceto – Fidenza). La tangenziale, per il traffico proveniente dal capoluogo, resterà percorribile fino all’uscita dell’Hotel Parma & Congressi per i veicoli diretti verso Collecchio o Madregolo.

La prova di carico viene attuata per iniziativa dei tre comuni di Parma, Noceto e Fontevivo, divenuti “proprietari” del ponte dal momento dell’attivazione della via Emilia Bis. Sul ponte di Maria Luigia opereranno 4 bilici a pieno carico per consentire, con l’ausilio di una sofisticata strumentazione, la tenuta strutturale del viadotto stesso, quindi per garantirne la fruizione in condizioni di sicurezza, in attesa dei pur indispensabili lavori di consolidamento e restauro per i quali i tre Comuni sono tuttora in attesa di finanziamenti già più volte sollecitati allo Stato.

 

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