1 Ottobre 2016

Casa Anas occupata. Fritelli e Massari: “Sgombereremo subito”

Casa Anas occupata. Fritelli e Massari: “Sgombereremo subito”

Rete Diritti in Casa: “A Parma ci sono 50mila alloggi vuoti: Troppi!”. I Sindaci di Salso e Fidenza: “Già fatta denuncia”


A seguito dell’occupazione della casa cantoniera di proprietà dell’Anas Ghiare di 

“Stamane si è consumato un raid che ha portato all’occupazione abusiva e illegale della casa cantoniera di Ponteghiara, edificio di proprietà Anas, dismesso all’inizio degli anni 2000, dotato di magazzini per i mezzi, una piccola area cortilizia e un solo appartamento, un tempo destinato al custode.

Abbiamo immediatamente attivato i collegamenti tra Anas e i Carabinieri territorialmente competenti e Anas sta predisponendo la denuncia. Come amministratori di Fidenza e Salsomaggiore Terme auspichiamo che sia sgomberata l’area nel minor tempo possibile, perché si tratta di un raid inaccettabile e che presenta diversi fattori di rischio.
La sicurezza delle persone, infatti, viene prima di tutto: le stime a caldo parlano di decine di soggetti, tra cittadini extracomunitari e attivisti, concentrati in quello spazio a pochissima distanza dalla trafficata strada provinciale che passa lì di fronte. La struttura occupata, peraltro, non è adeguata a contenere quei flussi e men che meno sono sufficienti i servizi igienici.

A nostro giudizio pesa tantissimo anche la forma assolutamente illegale con cui si è occupata la casa cantoniera, alla quale gli autori del blitz pare abbiano avuto accesso con una vera e propria effrazione, reato punito dalla legge italiana.

Riteniamo azioni di questo tipo inutili e oltremodo dannose, perché inutile e dannosa è l’idea di un welfare “fai da te” in barba alle regole rispettate da tanti altri e perché, in questo modo, gli autori dell’impresa altro non fanno che dare fiato alle trombe di chi utilizza tali episodi per della squallida propaganda politica, nel tentativo di aizzare l’odio sociale.

Se l’intenzione era dimostrare l’emergenza abitativa, i promotori dell’occupazione hanno sbagliato territorio e, soprattutto, hanno ottenuto l’effetto di mettersi dalla parte del torto”.

Filippo Fritelli e Andrea Massari, Sindaci di Salsomaggiore Terme e Fidenza

Rete Diritti in Casa: “Nella notte di ieri un gruppo di famiglie con figli di Fidenza e Salsomaggiore in emergenza abitativa è entrato nella casa cantoniera sulla strada per Salso per ricavarne degli alloggi dignitosi.

Si tratta di famiglie che hanno subito lo sfratto per morosità in quanto la crisi ha ridotto di molto la loro capacità di far fronte ad affitti esosi, peraltro regolarmente pagati per molti anni finchè la presenza di un lavoro lo ha permesso.

Sono famiglie presenti sul territorio da oltre un decennio, che hanno sempre pagato tasse e contributi ma che nel momento della difficoltà non hanno trovato nessun aiuto dai comuni in cui risiedono. 

Allo sportello per l’emergenza abitativa della Rete Diritti in Casa si sono rivolti negli ultimi anni un numero sempre crescente di persone provenienti dalla zona di Fidenza e Salso, italiani e migranti colpiti dalla crisi che non riuscivano a sostenere l’affitto, segnale di un problema che evidentemente le amministrazioni locali non stanno affrontando con serietà. Queste persone non possono essere escluse dal contesto sociale in cui hanno vissuto per tanto tempo solo perché si è aggravato il loro livello di povertà. Di fronte all’immobilismo delle amministrazioni e a servizi sociali che non hanno più strumenti, l’occupazione degli alloggi vuoti diventa una risposta legittima e concreta per risolvere emergenze che rischiano di divenire drammatiche.

Da una recente indagine risulta che in provincia di Parma ci sono 50.000 alloggi vuoti e inutilizzati: sono molto più che sufficienti per risolvere l’emergenza abitativa: basterebbe avere il coraggio di andare ad intaccare gli interessi di banche e grandi proprietari immobiliari. 

Ci sono poi tantissimi alloggi pubblici vuoti, case popolari lasciate a marcire perché non si interviene con le ristrutturazioni, edifici inutilizzati che potrebbero essere recuperati da lavoratori senza alloggio che hanno spesso le competenze per farlo. Si possono trasformare scuole abbandonate, caserme, ex uffici in case per sfrattati e senza casa.

Anche le case cantoniere come quella occupata ieri notte sono nella gran parte dei casi abbandonate a marcire. Anzi rischiano spesso di venire messe sul mercato come tanti altri edifici pubblici non utilizzati. Si perde così un capitale sociale enorme che potrebbe essere destinato utilmente a garantire il diritto all’abitare di tante persone.

Occorrono provvedimenti forti e decisi per risolvere l’emergenza abitativa, specialmente in un periodo in cui il lavoro diventa sempre più precario e sottopagato e la disoccupazione avanza: nella zona di Fidenza per esempio abbiamo seguito procedure di sfratto sia per lavoratori della logistica della Bormioli Rocco licenziati per non aver accettato gli accordi capestro proposti dall’azienda sia lavoratori che hanno accettato l’accordo ma non riescono a pagare l’affitto per aver subito una netta decurtazione in busta paga. 

E’ chiaro che posti davanti all’esigenza di sopravvivere i lavoratori si organizzano e cercano di garantirsi in tutti i modi un’esistenza dignitosa. La lotta per il salario e la lotta per la casa fanno parte della stesso percorso. Unire e coordinare le lotte è l’unica via per potere uscire dal disastro sociale in cui la società del profitto ci sta portando”.

Francesca Gambarini, Capogruppo Forza Italia: “Stanotte è stata occupata la casa cantoniera tra Fidenza e Salso. Capisco la difficoltà di queste persone, ma non capisco chi, ancora una volta, consiglia a chi è in difficoltà di entrare nel l’illegalità, rischiando in tal modo di avere conseguenze anche penali. Oltre ai servizi sociali, ci sono tante associazioni di volontariato e le parrocchie pronte a sostenere chi ha bisogno, la scelta migliore da fare è rivolgersi a loro. Mi auguro che la situazione si risolva in fretta e che queste famiglie, come le tante altre colpite da sfratto, trovino presto una sistemazione idonea e legale”.

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