7 Maggio 2018

Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, rinnovata la Risonanza Magnetica Cardiaca

Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, rinnovata la Risonanza Magnetica Cardiaca

Un esame non invasivo che non espone a radiazioni


Il Poliambulatorio Dalla Rosa Prati ha rinnovato le proprie apparecchiature di Risonanza Magnetica cardiaca dotandosi delle migliori e più recenti implementazioni hardware e software disponibili. Del tutto rinnovata l’acquisizione delle sequenze cardiache, ora ottenibili in pochi minuti, per la quantificazione esatta dei volumi della massa miocardica e della contrattilità del cuore: per queste la RMN rappresenta da anni il Gold Standard riconosciuto. I volumi, massa miocardica e funzione ventricolare sono ancor oggi i migliori indicatori della “salute” del cuore. La loro esatta quantificazione è fondamentale ad esempio: prima e dopo un intervento di cardiochirurgia oppure per decidere se sia necessario l’impianto di Pace Maker defibrillatore in caso di grave insufficienza cardiaca. Ugualmente la RMN cardiaca è la sola metodica in grado di diagnosticare la presenza di cardiomiopatia del ventricolo destro ed il suo grado di infiltrazione adiposa e fibrosa dei ventricoli, così come il grado di estensione dell’ipertrofia nella cardiomiopatia ipertrofica, o la presenza e la sede di miocardio non compatto. Come ulteriore perfezionamento, l’attuale apparecchiatura del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati ha introdotto una nuovissima metodica in grado di analizzare le pareti del cuore con un’accuratezza molto vicina a quella dell’analisi istologica. Questa metodica detta T1 – T2 Mapping trova indicazione praticamente in ogni patologia del cuore ed anche nel cuore normale, per identificare tempestivamente l’insorgere di una patologia. È in grado di quantificare ad esempio: il tessuto fibroso e la percentuale di spazio extracellulare di cui è composta la parete cardiaca, è in grado di visualizzare e quantificare l’edema infiammatorio in corso di miocardite oppure il tessuto adiposo che infiltra le pareti del cuore nella displasia aritmogena. Del tutto rinnovata anche la dotazione per lo studio della perfusione miocardica e della riserva coronarica. La metodica, già presente nella precedente apparecchiatura, permette in questa nuova versione, una chiarezza di immagine ed un’esattezza nella quantificazione della perfusione, realmente considerevole. Così non soltanto l’analisi visiva del flusso è migliorata, ma anche la sua esatta quantificazione: di quanto cioè possa aumentare il flusso di sangue che percorre le coronarie ed il muscolo cardiaco. Nella determinazione della presenza e del grado di stenosi coronarica, questa metodica è di gran lunga la più sensibile tra quelle non-invasive.

 

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