20 Marzo 2016

Pizzarotti e Vignali sono scintille su debito e sicurezza

Pizzarotti e Vignali sono scintille su debito e sicurezza

L’ex-sindaco: “Il debito del Comune? Era di 165 milioni, le partecipate le ho ereditate”. Il sindaco attuale: “Dice che si vergogna di Parma? E’ stato condannato per i danni che ha fatto”


“L’ex sindaco Vignali ha scritto una lettera pubblica dicendo che prova rabbia per come vede la città. Nel 2013 arrestato per corruzione, forse vorrebbe contare sulla memoria corta di alcuni, ma le foto dei giorni dell’arresto sono indelebili. 870 milioni di euro di debiti sulle spalle dei parmigiani”, Pizzarotti interviene duramente per rispondere alle accuse lanciate da Vignali relative alla mancata sicurezza in città e ricorda i problemi giudiziari del suo predecessore.

“Ha patteggiato 2 anni, ed è probabilmente uno dei primi casi in Italia in cui chi ha causato danni economici alla pubblica amministrazione commettendo reati, sarà chiamato a risarcire il Comune, e quindi i cittadini. Ecco, dice che prova rabbia, lo ha scritto davvero. L’unica volta che ho sentito parlare a livello nazionale della Parma di Vignali sul tema della sicurezza, fu quando scoppiò il caso Bonsu, un ragazzo di colore picchiato. La notizia fece il giro del Paese, altro scandalo. Oggi ‪‎Parma‬ affronta come tutte le città italiane il tema della sicurezza. Non si vergogna più di se stessa, ed è tornata a parlare a testa alta in Italia e nel mondo”.

Arriva poco dopo la replica di Vignali: “Voglio ricordare al Sindaco Pizzarotti che sono state dette molte cose non vere su di me e sul mio operato, come il presunto buco di bilancio di oltre 800 milioni ricordato dallo stesso Sindaco Pizzarotti che avrei lasciato nelle casse del Comune. Io non ho lasciato nessun buco di bilancio. L’indebitamento del Comune di Parma al momento mie dimissioni, risultante dal rendiconto approvato dal collegio sindacale era di euro 165.001.294,29 (quando sono diventato Sindaco nel 2007 era già di 151 milioni) pari a 883,83 euro per abitante, una cifra di molto inferiore alla media dei Comuni italiani (oltre il 50° posto nella classifica sull’indebitamento dei Comuni secondo i dati del Ministero dell’Interno) senza contare che esistevano casi di città che oltre ad aver sfondato il patto di stabilità avevano un indebitamento pro-capite tre volte il nostro.

Diversa e più complicata era invece la situazione delle società partecipate. Su questo argomento occorre però rilevare che oltre il 90% di queste scelte progettuali sono state compiute dall’Amministrazione precedente alla mia.

La decisione di patteggiare non è stata dettata da un’ammissione di colpa ma dall’esigenza per me vitale di voltare pagina, chiudendo un periodo di grande dolore fisico ed emotivo. Per quanto riguarda il caso Bonsu quello è stato un errore umano e personale di alcuni vigili (al punto che il Comune nel processo a quei vigili che hanno commesso il caso Bonsu si è costituito parte civile) che non ha niente a che fare con le politiche di sicurezza portate avanti dall’Amministrazione”.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *