25 Luglio 2016

Pizzarotti e quell’avviso di garanzia alla Raggi

Pizzarotti e quell’avviso di garanzia alla Raggi

Due pesi e due misure? Indifferenza per il sindaco di Parma, fiducia nei confronti della sindaca di Roma


Virginia Raggi sentita dai pm come persona informata sui fatti, ma non indagata: così il vicesindaco di Roma Daniele Frongia commenta l’interrogatorio in Procura per le consulenze con l’Asl di Civitavecchia. «È stata ascoltata dai pm come persona informata dei fatti – dice –. Lei ha spiegato la sua posizione. Sicuramente non ha ricevuto un avviso di garanzia».

L’ipotesi di reato sarebbe quella contemplata dall’articolo 483 del codice penale: “Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”, con una pena massima prevista di due anni di reclusione. In sostanza, si fa riferimento alle consulenze svolte nel 2012 e 2014 per l’Asl di Civitavecchia. La Raggi, già avvocato, verrebbe dunque accusata di aver ricoperto i due incarichi legali di recupero crediti per un totale di 13mila euro ottenuti dall’Asl, senza darne comunicazione. La sindaca ha sempre smentito, chiarendo di aver dato comunicazione degli incarichi e di aver guadagnato solo poco meno di 2mila euro come “acconto e rimborso”. L’inchiesta è stata avviata, su richiesta di esponenti del Pd, nel periodo precedente al ballottaggio. Se dovesse arrivare un avviso di garanzia anche alla Raggi, come reagirebbe il Movimento? Per il momento, nessun problema: la stessa Raggi conferma di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia ma di essere stata ascoltata dai pm solo come persona informata sui fatti.

Intanto, si susseguono i commenti tra le fila del Pd. «Noi siamo sempre garantisti, i grillini pilateschi chiudono gli occhi su avviso garanzia Raggi e non su Pizzarotti: omertà omertà» dice il senatore Esposito. «Le stelle sono 5, ma i pesi e le misure 2: silenzio omertoso sull’avviso di garanzia a Raggi. Sarà espulsa? E su epurazione Pizzarotti?» aggiunge la deputata Alessia Morani.

La stessa Raggi, in campagna elettorale, aveva affermato che se avesse ricevuto un eventuale avviso di garanzia, a decidere del suo futuro all’interno del Movimento sarebbe stato Grillo. Ma l’atteggiamento nei suoi confronti sembra essere molto diverso rispetto a quello mostrato verso Pizzarotti. In quest’ultimo caso, completa indifferenza. Nel primo, fiducia, soddisfazione e incoraggiamento.

In ogni caso, la vicenda degli incarichi non dichiarati dalla Raggi potrebbe chiudersi ben presto: la sindaca fu “indotta in errore” dai moduli. Da una parte, dunque, la Raggi dovrebbe uscire illesa dall’indagine, dall’altra probabilmente toccherà al Campidoglio rispondere dell’accaduto.

 

 

 

 

 

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *