24 Maggio 2016

Pizzarotti: “Sospensione illegittima, non esiste nel regolamento”

Pizzarotti: “Sospensione illegittima, non esiste nel regolamento”

Il sindaco: “Tutto si può risolvere, ma bisogna anche ammettere i proprio errori. Bisogna ritrovare unità d’intenti”. “Se ci sarà l’espulsione potremmo ricorrere alle vie legali solo per far rispettare un principio”


Il 13 maggio scorso la sospensione, oggi è attesa l’espulsione. Esattamente 10 giorni, come prestabilito. 10 giorni di attesa, di riflessione, di interventi televisivi, di viaggi istituzionali, di attività sui social. Dieci giorni durante i quali Pizzarotti ha messo a punto le sue controdeduzioni, come richiesto da Grillo, per dimostrare di aver ragione. Ma, probabilmente, a poco serviranno: Pizzarotti pare essere fuori non solo dal M5S, ma anche dalle menti di chi, quel Movimento, lo compone. L’espulsione dovrebbe arrivare, in teoria, proprio oggi. Ma c’è chi pensa che, per evitare di mettere altra carne sul fuoco, i pentastellati aspetteranno fino alle Amministrative, per mettere in salvo la loro immagine e relegare Pizzarotti in uno spazio secondario.

Alle 15, il sindaco presenta le sue controdeduzioni in conferenza stampa. «Obama non viene – inizia scherzando – siete venuti qui per niente». Le sue, più che “controdeduzioni”, sono “risposte”: «Si può ripartire, con l’obiettivo di risolvere situazioni gestionali del direttorio. E’ paradossale che in questi giorni nessuno abbia telefonato: sarebbe stato utile, doveroso, ma soprattutto dovuto. La nostra è, ancora una volta, una mano tesa».

Il documento preparato in questi giorni parte dal concetto della trasparenza: «Della trasparenza abbiamo fatto una bandiera, abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare documenti importanti che non sono dovuti per legge. Il Non Statuto è l’unico documento riconosciuto come regolamento e in esso non si parla di sospensione, ma di requisiti che noi abbiamo ancora saldamente tutti: non abbiamo violato alcun principio. Si tratta di un regolamento mai approvato da un’assemblea, è stato pubblicato, certo, ma non ha validità. Quello che viene regolato dal punto di vista della sospensione ed espulsione non è stato violato. Anche prendendo in esame il regolamento della Camera del Senato, dove compare la parola trasparenza, non avremmo comunque violato alcun regolamento. A nostro avviso è la procedura della sospensione che non è legittima e legittimata».

E in merito all’avviso di garanzia: «Nessuno l’ha sottaciuto. Abbiamo tutelato i diritti costituzionali anche delle altre persone coinvolte nell’inchiesta». Per quanto riguarda invece il contatto col Direttorio, Pizzarotti ricorda: «Abbiamo sempre provato ad avere un confronto, ma non ci siamo riusciti. E’ utile confrontarsi per aiutarsi e trovare punti comuni. Questo mi sarei aspettato dal Movimento, non dobbiamo dividerci, ma fare fronte comune. Dobbiamo restare uniti: è nel momento della difficoltà che si vede la coesione di un gruppo che vuole amministrare l’Italia, che non è uno scherzo.

«Anzichè cavalcare tutti i grandi risultati ottenuti dalle città amministrate a 5 stelle, si è creata una brutta immagine del Movimento – aggiunge –. In questa voglia di chiarimento, siamo stati gli unici a pubblicare l’avviso di garanzia. Nogarin, invece, ha pubblicato il 335, non l’avviso di garanzia. E poi, l’inchiesta era uscita già a dicembre, quindi a ben vedere era evidente che la possibilità di essere indagato ci sarebbe stata».

«Serve chiarire, rifondare, trovare la modalità per rendere le regole più chiare. Bisogna saper correggere il tiro e quindi i comportamenti. Quando noi abbiamo sbagliato, siamo riusciti a tornare sui nostri passi. Si può fare, si può risolvere la situazione, ma avendo regole chiare, buoni rapporti tra centro e periferie e soprattutto ammettendo i propri errori. In più, non possiamo pensare che debba essere sempre e solo tutto online. Il web serviva per uscire dalle tenebre in cui ci tenevano i media, ma ora basta. E’ necessario trovare il contatto umano tra persone. Abbiamo due possibilità: buttare tutto all’aria, o provare a ripartire. In questi anni più volte ho mandato giù, dai post sul blog di grillo nel 2014, agli altri eletti che citando fatti travisati e sintetici hanno comunque provato a gettare ombre per screditare: se questo è quello che siamo diventati è una brutta immagine. Questa è l’occasione per sanare la situazione davanti a tutta Italia. La credibilità la costruiamo parlando soprattutto con gli altri: andando in giro in questi giorni ho incontrato persone che dicevano “tenete duro”. Questo è sintomatico: va fatta chiarezza. Abbiamo cittadini che contano sul lavoro che stiamo facendo e lo faremo fino in fondo. Non mi interessano liste civiche, non mi chiama Renzi e nessun altro. Questo è il nostro primo obiettivo: andare avanti».

E poi, anche in merito alle recenti dichiarazioni del Movimento Nuovi Consumatori, Pizzarotti precisa di aver l’avviso di garanzia solo per i fatti del Regio. Come qualcuno aveva anticipato, in caso di espulsione si potrebbe ricorrere alle vie legali: “L’ipotetica via legale sarà intrapresa non per essere voluti dove non ti vogliono, ma per far rispettare un concetto, un principio. Io mi aspetto una reazione da parte di attivisti ed eletti. Inoltre, la lettera è indirizzata a me, non ai consiglieri. Il gruppo resta 5 Stelle perchè è il posto giusto in cui essere: non pensiamo di essere nel posto sbagliato. Però vanno cambiate delle cose

VIDEO. Pizzarotti presenta le controdeduzioni

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