14 Gennaio 2017

Pizzarotti e il poco consenso: “non fatte opere inutili ma vistose”

Pizzarotti e il poco consenso: “non fatte opere inutili ma vistose”

I dubbi del sindaco: “Tante manutenzioni importanti e abbandonate da anni. E questo forse è un qualcosa che si paga…”. Nessuna parola per l’inceneritore


Con l’avvicinarsi delle elezioni il sindaco viene colto da un terribile dubbio: ma i parmigiani si sapranno rendere conto di tutto il nostro lavoro fatto in questi cinque anni? Oppure giudicheranno solo l’apparenza, come in passato?

“La nostra esperienza ha avuto inevitabilmente alti e bassi, che ha avuto entrate e uscite, ma che insomma ha rappresentato la vita della nostra città negli ultimi cinque anni. Le battaglie vinte e quelle perse sono state sicuramente tante. Presenteremo un bilancio di fine mandato. Ci saranno sicuramente delle cose non fatte, perché la vita è imperfetta. Ma quando faremo il conto sul piatto della bilancia delle cose fatte e delle cose non fatte, sono ben sicuro che penderà tra le cose fatte”, traccia un bilancio positivo del suo lavoro il sindaco intervistato da Francesco Nani per il ventesimo compleanno di Repubblica.

Poi il sindaco sviluppa un ragionamento che spiegherebbe il possibile poco consenso, dovuto all’aver lavorato “a tante manutenzioni importanti e abbandonate da anni, tralasciando opere vistose che portano consenso, e cita l’esempio di due ponti: Ponte Nord e ponte De Gasperi”

“Sono molto soddisfatto di questi cinque anni, serviti per cambiare il modello di priorità delle opere e degli investimenti del Comune. Da tante opere inutili ma vistose, a tante manutenzioni importanti e abbandonate da anni. È questo forse è un qualcosa che si paga in un modello tante volte amministrativo che tende a far vedere no… noi abbiamo un ponte, anzi due ponti inutile, perchè c’è anche quello vicino a via Langhirano, da vedere davanti agli occhi di tutti. Mentre la manutenzione sismica delle scuole e l’eliminazione dell’amianto, perché comunque le scuole è stato uno dei nostri maggiori investimenti dal punto di vista energetico e sismico, rimangono per noi una stella polare”.

Nel bilancio della cose fatte e non fatte, non c’è spazio per la promessa più importante fatta ai cittadini e per la quale è stato eletto: fermare l’inceneritore. Completamente dimenticato e causa dell’inizio della fine del rapporto con Grillo. L’amarezza di non essere riuscito a fermarlo è stata ampiamente ripagata dalle tante soddisfazioni di questi cinque anni seduto sulla sedia di primo cittadino.

Insomma, tanta soddisfazione personale per il lavoro fatto, ma qualche dubbio sui parmigiani, che hanno la propensione a farsi ammaliare da opere inutili e vistose. Un problema che si dovrà risolvere con una attenta campagna elettorale.

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