20 Novembre 2018

Pizzarotti: “Non si può lasciare il tema ambiente a Salvini e Di Maio”

Pizzarotti: “Non si può lasciare il tema ambiente a Salvini e Di Maio”

“A Parma abbiamo un inceneritore che non è stato possibile chiudere, allo stesso tempo abbiamo aumentato la raccolta differenziata”


 “Attenzione! Testo lungo, ma se si vuole parlare di ciclo dei rifiuti gli slogan li lascio ad altri”. Così inizia il pensiero pubblicato su Facebook dal Sindaco Federico Pizzarotti, che si è così espresso sulla questione inceneritori, un tema sensibile sia a livello nazionale, ma anche a livello dell’amministrazione comunale di Parma.

“Non si può lasciare il tema inceneritori e ambiente nelle mani di Di Maio e Salvini.

Il primo è un finto ambientalista (vedi Ilva per quanto scritto anche nel “contratto di governo”), il secondo non lo è mai stato.

Movimento 5 Stelle e Lega sono entrambi colpevoli di non aver impostato l’agenda politica – a parte la parentesi della grancassa elettorale – dal punto di vista dell’ambiente, della sostenibilità e della necessità di dare una svolta ambientalista all’Italia.

Nel “contratto” ci sono belle parole ma nessuna strategia a parte una serie di “no”, mentre nella finanziaria, come sempre, sul tema ci sono solo briciole.

Anche sul tema inceneritori, in Campania, tutto si è ridotto a una prova di forza all’interno della maggioranza, tra i due capibastone e i loro rispettivi seguaci.

La loro è una questione politica, non ambientale.

Sullo sfondo sono rimasti in silenzio la salvaguardia dell’ambiente, la salvaguardia della Campania e il piano di riorganizzazione dello smaltimento rifiuti nazionale, che il Pd ha affrontato con scarsa efficacia se penso allo Sblocca Italia di Renzi, che consente di spostare i rifiuti in ogni parte d’Italia, di aumentare le capacità degli inceneritori esistenti e di costruirne di nuovi, ma non dà ai Comuni gli strumenti per pensare a una politica di sistema e a lungo termine.

Quando siamo subentrati alla guida di #Parma la raccolta differenziata era al 49%. Oggi è all’80% ed è una delle migliori in Italia per dimensione, molte città italiane ed europee vengono da noi per studiarne il modello. Da noi a Parma, poi, la RIDUZIONE del consumo di suolo (chiamiamola cementificazione) è oggi prima in Italia. Noi lo definiamo consumo di suolo sotto zero.

Numeri, non parole.

Sulla Campania vedo discorsi ideologici da una e dall’altra parte: servono gli inceneritori, dice Salvini, non servono, dice Di Maio.

A Parma ne abbiamo uno che non è stato possibile chiudere, ma al tempo stesso abbiamo lavorato tanto per contenere la quantità di rifiuti urbani mandati a smaltimento aumentando la raccolta differenziata.

Ma va da sé: se l’80% di rifiuti viene smaltito c’è un 20% che non si smaltisce, e anche se arrivassimo al 90% come i piccoli Comuni, rimarrebbe sempre un 10% da smaltire.

A queste percentuali di mancato smaltimento bisogna porre rimedio nel tempo presente e, nel frattempo, lavorando a una politica di lungo periodo.

Poi va affrontato il tema dei rifiuti speciali – che non sono quelli pericolosi! -, ma semplicemente quelli che arrivano dalle lavorazioni industriali. Anche questa frazione conta milioni di tonnellate, di cui nessuno parla ma che vanno smaltite.

La battaglia per un modello circolare è appena iniziata, c’è chi l’affronta realmente e c’è chi parla.

Allora, prima di tutto, verità e pragmatismo:

Quel che sbagliano Salvini e Di Maio, in modo consapevole e patetico, è che il governo non può assolutamente discutere soltanto di Campania, sarebbe un grave errore: il tema non si affronta per compartimenti stagni, ovvero Regione per Regione, ma deve essere visto nel suo complesso.

Il tema è nazionale, non regionale. Le politiche tra Campania e le altre regioni devono essere integrate, non divise.

Faccio un esempio pratico: la regione Emilia Romagna, vista la virtuosità del nostro Comune, ci premia con un ritorno economico che reinvestiamo nella raccolta differenziata e nei servizi.

Ci sono invece città che hanno problemi strutturali con lo smaltimento dei rifiuti (vedi Roma), e quindi sono costrette a smaltire in altre regioni. Peccato che smaltire in altre regioni costi per legge poco di più. Ecco: per me deve costare molto di più! Serve penalizzare chi non è virtuoso e premiare chi lo è, e si impegna per esserlo.

Un problema sistemico non si risolve continuando a esportare rifiuti nelle città efficienti, ma lavorando al meglio per rendere efficiente la propria. Questo vale per tutte le città.
Allora chi è al governo deve prendersi un impegno, fuori da ogni ideologia e con numeri alla mano: mettere al centro dell’agenda politica lo sviluppo delle nostre città attraverso politiche di lungo termine, che puntino alla qualità ambientale e allo smaltimento virtuoso dei rifiuti.

E’un tema nazionale, e serve quindi una legge nazionale che renda equilibrati i carichi dei sistemi di smaltimento sulla base della produzione – è sufficiente guardare l’immagine per capirlo -, e che “obblighi” i Comuni e le Regioni a fare politiche virtuose e responsabili.

Chi dice no a tutto, non dice come affrontare il breve e medio periodo forse pensando siano problemi di altri. Serve superare prima le discariche e poi gli inceneritori: non a parole ma sulla base di riduzione della produzione, miglioramento nel riciclo (ci sono Comuni e Regioni ancora quasi a 0% e questo non è accettabile), e obbligo di utilizzo delle materie prime seconde, che adesso vengono bruciate perché non c’è richiesta sul mercato.

O iniziamo a guardare il problema in modo pragmatico e non ideologico, oppure saremo sempre in emergenza.

Oggi, Cinque Stelle e Lega lo affrontano discutendo Regione per Regione, senza considerare che l’Italia è una e indivisa.

In questo modo i discorsi non diventano pragmatici ma ideologici, e sono la morte del buon senso”.

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