2 Agosto 2019

Gli studenti chiedono più borse di specializzazione in area medica

Gli studenti chiedono più borse di specializzazione in area medica

Il Senato Accademico ha aderito all’unanimità su una questione che riguarda in generale il rischio della futura carenza di medici e di specialisti


Approvata all’unanimità da parte del Senato Accademico dell’Università di Parma la mozione presentata dai rappresentanti degli studenti per l’incremento del numero di borse di specializzazione di area medica. Una questione di stretta attualità, perché secondo le previsioni in Italia ci si trova in un imbuto formativo, che nei prossimi anni porterà ad una rilevante carenza di medici e in particolare di medici specialisti.

Come si legge nella mozione: “È ormai noto il quadro di emergenza che si sta sempre più delineando in riferimento allo stato attuale del Sistema Sanitario Nazionale, ormai prossimo al collasso. Come riportato dall’ANAAO (Sindacato dei Medici e dei Dirigenti del Sistema Sanitario Nazionale) è previsto in pochi anni un buco di 45.000 Medici di Medicina Generale e altri 40.000 specialisti fra pensionamenti e “Quota 100”. A questa “emorragia” di medici che a breve si creerà, dovrebbe corrispondere un eguale arrivo di nuovi medici neo-specialisti, ma le previsioni sul punto non sono ottimistiche: è prevista infatti, secondo il parere della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO), una carenza di 14.000 medici specialisti nei prossimi 15 anni. Il motivo per cui si creerà questa “voragine”, destinata solo ad aumentare, è rappresentato dall’ormai rinomato fenomeno del c.d. “imbuto formativo”, riguardante la discrepanza tra il numero di laureati in Medicina e Chirurgia ed il numero di borse di specializzazione messe a disposizione per tali settori dal MIUR e dalle regioni. Le conseguenze di tale fenomeno sono gravi e hanno ripercussioni dirette sul Sistema Sanitario Nazionale, causando infatti una sensazione di forte instabilità e precarietà nel settore medico specialistico e portando a una costante fuga di studiosi all’estero – per un numero calcolato attorno ai 1500 medici l’anno – alla ricerca di migliori condizioni lavorative. A questa emergente crisi, il Governo ha risposto aumentando di 1826 posti l’accesso al Corso di Laurea Magistrale di Medicina e Chirurgia, non facendo però corrispondere a questi un equivalente aumento del numero di borse di specializzazione. Tale manovra non ha quindi fornito una soluzione all’Imbuto Formativo né, di conseguenza, alla situazione di precarietà vissuta dai medici neo-laureati e, in ultima analisi, alla crisi del Sistema Sanitario Nazionale. Al contrario, ha portato a un ulteriore aggravio della situazione”.

È stata data comunicazione della mozione anche al Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, nella seduta del 24 luglio. Il testo, che anche altri Atenei italiani hanno fatto proprio, è stato proposto dai rappresentanti delle associazioni Sinistra Studentesca Universitaria, Camici in Movimento, Unione degli Universitari, Il Mattone – Coordinamento Studentesco, Student Office, Link – Studenti Indipendenti, Azione Universitaria.

Due le richieste:

“Il sostegno pubblico del Senato Accademico per la richiesta di un finanziamento ad hoc per la formazione medica che consenta l’erogazione di un numero di borse di specializzazione al primo anno di immatricolazione, previsto per il 2019, sufficiente a raggiungere la massima capacità di formazione degli Atenei, così come individuata dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica”

– “Il supporto da parte del Magnifico Rettore e dei membri di questa comunità accademica per la medesima istanza nelle sedi nazionali, come la Conferenza dei Rettori Universitari Italiani, l’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica e i Tavoli ministeriali, nonché l’invio di una domanda formale al MIUR e ai soggetti responsabili al fine di sottolineare il problema del percorso di specializzazione e dell’imbuto formativo”.

 

 

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