7 dicembre 2018

Espressionismo, anche una Sezione Cinema

Anche una Sezione Cinema nel percorso della mostra “Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività. Avanguardie in Germania”, in corso al Palazzo del Governatore fino al 24 febbraio: 40 opere, provenienti dal Museo Von der Heydt Museum di Wuppertal (Germania), dei maggiori artisti della corrente artistica espressionista tedesca, da Ernest Ludwig Kirchner a Alexei Jawlensky, da August Macke a Vassilj Kandinskij. Il percorso espositivo si conclude proprio in una piccola sala dedicata al cinema che proietta in sequenza non stop spezzoni di film della prima metà del Novecento (il periodo filone della mostra). Pellicole storiche che descrivono l’atmosfera dell’epoca, tra scenografie cupe, sensazioni di angoscia, ma  con intuizioni innovative che hanno fatto la storia del cinema.
Secondo l’idea dei curatori, nel fervore culturale del periodo tra le due guerre mondiali, volto al cambiamento radicale di tutte le espressioni artistiche, il cinema “potendo coinvolgere insieme testi, immagini, musica e recitazione divenne un protagonista fondamentale di questo processo rivoluzionario. Nel cinema espressionista ciò che prova l’individuo/protagonista si estende ad ogni elemento della scenografia”.
I contenuti predominanti delle sceneggiature sono legati alla degenerazione dell’immaginazione umana, alla vendita della propria anima al diavolo, alla morte, ai mostri. E’ l’epoca di pellicole simbolo, come Il Gabinetto del dottor Caligari (1920) di Robert Wiene, e di capolavori che hanno segnato il cinema di genere horror e fantascientifico, come Nosferatu il vampiro (1922) di Wilhelm Murnau e Metropolis (1926) di Fritz Lang.

 

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