22 Aprile 2016

MÉ, PÉK E BARBA: “LA NOSTRA STORIA”

MÉ, PÉK E BARBA: “LA NOSTRA STORIA”

“Nel 2015, abbiamo sostenuto Via Libera, per far conoscere nei nostri live la storia di Tiberio Bentivoglio, l’imprenditore calabrese che da anni lotta contro la mafia”


Dal 2003 i Mé, Pék e Barba portano in giro, tramite la musica popolare e folk, le storie della bassa parmense. Nel tempo il gruppo è cambiato, si è arricchito e ha accumulato importanti collaborazioni, progetti musicali e culturali. Sandro Pezzarossa, voce e chitarra della band, ci racconta i traguardi e i progetti di questi anni.

Nel vostro ultimo cd, “Carta Canta”, del marzo 2015, ogni canzone è tratta da un libro. Come è nato questo cd e che legame tra musica e letteratura avete voluto sottolineare?
«Tutto è nato da una collaborazione con le elementari di Roccabianca: avevamo creato una canzone a partire dai temi dei bambini che raccontavano di un libro. È stata questa bella esperienza che ci ha dato lo spunto per “Carta Canta” e per il percorso che ci ha portato a mettere in musica dodici libri, con la collaborazione di autori come Erri De Luca, Mauro Corona, Paolo Rumiz e Marcello Fois. Questo progetto è anche un modo per promuovere la cultura che crediamo sia l’unico strumento per migliorare la società di oggi. Alcune persone ci hanno detto di aver letto i libri dopo aver ascoltato le nostre canzoni: è stata una grande soddisfazione».

A febbraio avete partecipato a Via Libera, iniziativa dedicata alla legalità. Qual è stata l’importanza di questa collaborazione?
«La partecipazione a Via Libera è stata per noi di grande valore ed è nata da un progetto che abbiamo portato avanti nel 2015. Dopo aver conosciuto Tiberio Bentivoglio, imprenditore calabrese che da anni lotta contro la mafia, abbiamo deciso di far conoscere la sua storia durante i nostri live. Alla fine dell’anno, insieme ai ragazzi di Libera, è nata l’idea di Via Libera, iniziativa che abbiamo organizzato insieme a loro».

Oltre all’ambito musicale siete molto attivi anche in progetti di beneficenza, negli ultimi anni in cosa vi siete impegnati?
«L’anno scorso abbiamo promosso, come dicevo, la storia di Tiberio Bentivoglio. Negli anni precedenti abbiamo invece donato un impianto audio a un asilo del comune terremotato di Mirandola e raccolto fondi per l’associazione Terzo Tempo che sostiene Lorenzo Fallini, un ragazzo di Fidenza rimasto tetraplegico dopo un incidente, e la sua famiglia».

Siete ormai vicini a festeggiare quindici anni, tornando indietro, come è nata l’idea di creare la band?
«Durante una serata a Roccabianca ci era stato chiesto di suonare prima delle Mondine per attirare dei giovani e così è stato. La serata è andata molto bene e ci sono arrivate nuove richieste, così dopo alcuni concerti abbiamo deciso di formare la band. Come genere musicale, condividendo tutti una forte passione per la musica irlandese, abbiamo scelto il folk e la musica popolare; inizialmente cantavamo cover, poi abbiamo iniziato a scrivere pezzi nostri».

E la scelta del nome?
«Volevamo sottolineare il nostro legame con Roccabianca, così abbiamo preso spunto da una storia popolare che racconta di tre poveri del paese che avevano rubato dei ceppi di legno in una golena, erano stati scoperti dal padrone e denunciati. Al processo, alla domanda del giudice: «C’eravate?», il più furbo dei tre rispose: «Vate n’gh’éra miga, gh’éra mé, Pék e Barba», cioè i suoi complici. I tre alla fine furono assolti e questa espressione si usa ancora oggi come scusa».

Quali sono stati i momenti più importanti di questi anni di attività?
«In questi anni ci siamo tolti davvero tante soddisfazioni: la collaborazione con Alberto Morselli, che è stato cantante dei Modena City Ramblers e direttore artistico di due nostri cd, ma anche quelle con “Vito” Stefano Bicocchi, Gigi Cavalli Cocchi e Franco Giordani. Altri momenti importanti che voglio ricordare sono stati: il concerto al Fuori Orario per i nostri dieci anni, il live al Teatro Ariston come ospiti del festival “Le grandi orchestre” e il live a Casa Cervi per il 25 aprile dell’anno scorso».

Guardando al futuro avete già in mente nuovi progetti?
«Abbiamo scelto il tema del prossimo cd, che però non rivelo ancora! Ci vorranno all’incirca due anni per scrivere i pezzi, quindi dovrebbe uscire nel 2018».

LEGGI L’INTERVISTA SU Il Mese Parma, a pag.17

 

 

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