3 Dicembre 2015

Città più sicura. “Sì alla sicurezza partecipata”

Città più sicura. “Sì alla sicurezza partecipata”

Il patto prevede prima di tutto, intergrazione operativa delle forze di polizia, ma anche nuove tecnologie per il controllo del territorio, incontro con i cittadini e lotta al disagio sociale


Siglato, in prefettura, il “Patto per una città più sicura“. Tra i firmatari, insieme al Prefetto, Comune, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale. Si tratta di un accordo promosso dal Ministero dell’Interno e relativo alle iniziative per migliorare la vivibilità del territorio e la qualità di vita dei cittadini, contro l’illegalità e il degrado urbano. Tutto questo facendo leva su prevenzione, mediazione, controllo e repressione.

Si punta alla sicurezza dunque, soprattutto in un periodo come quello che Parma sta attraversando, tra continue lamentele da parte di cittadini e commercianti. Il patto punta dunque ad assicurare maggiore controllo del territorio anche mediante videosorveglianza e nuovi strumenti tecnologici, favorendo la sicurezza integrata.  «È un anno che ci stiamo lavorando – ha ricordato il prefetto Forlani – tante cose scritte in questo documento sono già avviate, ma abbiamo voluto metterle nero su bianco per dare certezze e continuità agli interventi in atto, per affermare la distinzione dei ruoli e la collaborazione fra le varie forze di polizia. La sicurezza urbana fa capo al Comune – ha portato come esempio il Prefetto – mentre la sicurezza pubblica è in carico allo Stato, ma le due cose vanno lette insieme per raggiungere risultati più positivi, ottimizzando gli sforzi. La sicurezza è oggi il risultato dell’azione congiunta di tanti soggetti che collaborano insieme. E un ruolo importante – ha concluso Forlani – lo hanno anche i cittadini, le segnalazioni tempestive e puntuali sono importantissime per contrastare la criminalità, quindi è giusto parlare di sicurezza partecipata». Anche Pizzarotti ha rivolto un appello ai cittadini affinchè collaborino con le forze dell’ordine, e ha annunciato l’imminente approvazione di una nuova legge, all’attenzione degli organismi di ANCI, che assegnerà più poteri ai sindaci per contrastare il degrado nelle città. Insomma, si va nella direzione di un sindaco protettore dei cittadini.

Il patto prevede l’integrazione operativa delle forze di polizia, l’utilizzo delle nuove tecnologie per il controllo del territorio, l’implementazione della videosorveglianza, l’attivazione di incontri con i cittadini per la sicurezza partecipata, gli interventi sulla sicurezza stradale; ma anche il controllo sistematico e congiunto degli esercizi pubblici, la repressione dell’abusivismo commerciale, le attività di prevenzione per furti e rapine, la prevenzione e contrasto allo spaccio di stupefacenti, la mediazione sociale della conflittualità (servizi ai cittadini, educazione alla convivenza, dialogo fra le persone), il contrasto dello sfruttamento della prostituzione e la lotta al disagio sociale, che si esprime in fenomeni quali alcol, droga, ludopatie e bullismo.

Infine il documento rilancia l’Osservatorio sulla sicurezza come strumento di conoscenza indispensabile per impostare il lavoro di contrasto e di prevenzione della criminalità, e istituisce presso la Prefettura un gruppo di lavoro con funzione di cabina di regia per l’attuazione di quanto contenuto nel patto.

 

 

 

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