13 Luglio 2016

PARMAYOUNG. IL RAP DI DANILO GAMBARA IN ARTE “DENTRO”

PARMAYOUNG. IL RAP DI DANILO GAMBARA IN ARTE “DENTRO”

Studente, rapper, 40 concerti live all’attivo, scrive i suoi brani. “Casa del mio spirito Depresso” è il suo primo progetto: “Un Ep scritto ubriaco di tristezza causato dal periodo che stavo passando”


Classe 1999, studente dell’Istituto Rondani di Parma per geometri. Sono tanti gli interessi che a questa giovane età possono incuriosire, la fase della vita che permette ai “quasi adulti” di affacciarsi alla vita, quella reale, fatta di momenti felici, ma anche difficili. Danilo Gambara da tre anni ha capito cosa, che il rap e lo scrittura potrebbero rappresentare quella strada, quel mezzo per farsi avanti e poter esprimere tutte le emozioni che un essere umano contiene. Ha all’attivo poco meno di 40 concerti in due anni di live, in giro per l’Emilia, toccando i palchi di Bologna e Reggio Emilia e spingendosi anche verso Milano e Torino. Come ogni rapper che si rispetti ha un nome d’arte, il suo è “DENTRO”, un nome nato un po’ per caso, ma che contiene in sé qualcosa di più di una semplice denominazione.

Come mai questo nome. Cosa significa?

Il nome Dentro è nato da una semplice coincidenza: fin da piccolino i miei amici mi hanno sempre chiamato Den (che è stato pure il mio primo nome d’arte). Questo soprannome mi calzava stretto e dati i miei testi introspettivi ho deciso di allungare il mio nome d’arte, da Den a Dentro. Ponendomi come obbiettivo quello di entrare “dentro” le persone con le mie parole.

Come e quando nasce la tua passione per il rap?

Ho sempre avuto una particolare passione per la musica, ma sono cresciuto spaziando tra rock e metal. L’unico contatto con il rap che ho sempre avuto fin da piccolino è stato Caparezza. 4 anni fa per caso un mio amico mi fece sentire Kaos One, rapper che mi cambiò radicalmente la vita. Mi innamorai di questo genere grazie a lui e a Caparezza in sostanza.

Scrivi tu i tuoi brani? Dove trovi l’ispirazione? Hai delle fonti alle quali fai affidamento o ti lasci prendere dall’improvvisazione?

Assolutamente i miei brani li scrivo tutti io. Mi darebbe troppo fastidio che qualcuno mettesse mano ai miei pensieri. Ho una strana relazione con l’ispirazione, qualunque cosa può ispirarmi, è una cosa molto casuale, però prima di ogni cosa le sensazioni forti e la notte sono ciò che mi fanno scrivere maggiormente. Per il resto anche la tastiera con cui sto rispondendo alle domande può ispirarmi, in realtà non so da cosa dipenda. Scrivo spesso e volentieri di tutto ciò che mi circonda, che sento o che sogno.

Quali sono le difficoltà maggiori che riscontri quando scrivi un pezzo?

Se sono in un momento di ispirazione non ho mai difficoltà particolari. L’unica cosa: odio fare i ritornelli.

Casa del mio Spirito Depresso. Parlaci di questo progetto.

“Casa del mio spirito Depresso” è stato il mio primo progetto che ho fatto a 15 anni, un Ep scritto ubriaco di tristezza per il periodo che stavo passando in casa. La separazione dei genitori è sempre una cosa difficile da superare, ancor più quando sei figlio unico e ti senti tirato da entrambe le braccia, ma in due direzioni diverse. In sostanza era la mia “presa male” di quel periodo.

Cosa ti ha dato Parma, o cosa pensi ti potrà dare, per la tua crescita artistica?

Parma per ora è solamente la base, la scena Rap parmigiana 3 anni fa quando ho iniziato era composta da 5/6 persone, ora almeno una ventina in più, purtroppo molti giovani non sanno neanche che esiste questa scena. Come città ci sono affezionato anche perché ci sono cresciuto, ma per la mia crescita artistica non credo di poter contare su di lei.

Qual è secondo te il ruolo del rap in Italia oggi?

Rap in Italia oggi è sicuramente il genere più ascoltato, tra i giovani almeno. E’ un peccato che la maggior parte della gente più in vista faccia musica decerebrata  rivolta per lo più ad una massa ignorante. Purtroppo se si vuole cercare la qualità bisogna scavare nell’Underground.

Hai un modello al quale ti rapporti?
Non credo di aver mai avuto un modello in particolare.

Se dovessi scegliere un brano che ti rappresenti, dei tuoi, quali sceglieresti e perché?
Non credo di avere una traccia che mi rappresenti in particolare, c’è sempre una parte di me in ogni canzone.

Cosa ti aspetti dal futuro?
Dal futuro non so proprio cosa aspettarmi, però sono sicuro che uscirà un altro album di completo Storytelling e si chiamerà “34:01 am?”, non posso dire altro.

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