6 Luglio 2016

PARMAYOUNG. LAURA FORNASARI “RACCONTARE, PER ME E’ SEMPRE STATO UN ISTINTO NATURALE”

PARMAYOUNG. LAURA FORNASARI “RACCONTARE, PER ME E’ SEMPRE STATO UN ISTINTO NATURALE”

26 anni, nata a Parma, ha rimbalzato da un lavoro ad un altro, ma senza mai perdere di vista i suoi più grandi interessi: leggere libri e scrivere racconti. “Le lacrime di Ishtar” è il primo capitolo di una trilogia fantasy che ha auto-pubblicato


Laura Fornasari ha 26 anni. Nata e cresciuta a Parma, ha frequentato il Liceo Linguistico, ma è dopo gli studi che  ha inizio quello che lei chiama “un lungo viaggio saltellante” nel mondo del lavoro. Svolge i mestieri più disparati, dalla commessa, alla bibliotecaria, all’impiegata, alla guida turistica, fino alla figurante in costume in un castello. Come si dice: “tutta esperienza”! Ma il tanto ambito e per certi versi utopico “posto fisso” non sembra avvicinarsi. Laura però non si arrende e non perde di vista le sue due grandi passioni: leggere libri e scrivere racconti. Da sempre lettrice vorace e appassionata di scrittura, nell’ottobre del 2014, decide di scrivere e  auto-pubblicare il  suo primo romanzo, “Le Lacrime di Ishtar”. Quello che viene dopo, solo il futuro ce lo mostrerà con certezza, ma per ora Laura sa che si impegnerà per rendere la scrittura la sua professione e  far vedere la luce a quante più storie possibili, finché la frase che più la emoziona sarà: “Ho letto quel che hai scritto, e mi ha colpito.”

La scrittura come mezzo di comunicazione. Come credi sia cambiata nel tempo?

Penso che la scrittura si sia evoluta, come è nella natura di tutte le cose. È diventata alla portata di tutti e ha assunto molte forme diverse, dal romanzo fino al commento pubblicato da un utente su un social network. Quello che importa è cercare di farne buon uso.

Tu scrivi e autopubblichi libri per ragazzi. Come mai hai scelto questo “genere” editoriale?

Scrivo libri fantasy perché è un genere a cui sono molto legata. Definisco il mio primo romanzo un libro per ragazzi perché si rifà alle saghe fantasy classiche che ho amato da adolescente, e perché ha le caratteristiche del romanzo di formazione, anche se all’interno di un contesto avventuroso e fantastico.

Cosa significa auto-pubblicare le proprie opere?

Posso dire con certezza cosa non significa: non significa pubblicare un’opera così com’è, senza nemmeno rileggerla. Un libro va revisionato. Anche se non c’è una casa editrice alle spalle, c’è bisogno di lettori e correttori di bozze. Ogni capitolo che scrivo passa attraverso molte riletture e correzioni incrociate prima di essere adatto per la stampa. Non potrei fare tutto da sola.Ma, una volta che un autore ha l’aiuto necessario per revisionare come si deve le proprie opere, l’auto-pubblicazione è un mezzo molto interessante. Per me è stato un modo per mettermi alla prova: ho investito su me stessa e ho stampato alcune copie cartacee del primo libro per presentarle direttamente al pubblico. La risposta è stata ottima. Ho imparato moltissime cose dal confronto coi lettori, ho commesso errori da principiante, ma anche quelli sono stati preziosi.Oltre all’auto-pubblicazione cartacea, l’esperienza con gli e-book fino ad ora è stata molto buona. Sono un’amante del cartaceo, ma sicuramente pubblicarsi in digitale permette una larghissima distribuzione a costo zero.

Qual è la soddisfazione più grande per uno scrittore e quindi qual è stata la tua soddisfazione più grande?

La soddisfazione più grande? Essere letti. Prima di iniziare a pubblicare ho scritto racconti gratuiti online: il contatto con i lettori, i commenti, i complimenti e le critiche sono sempre stati la cosa più preziosa che ne potessi ricavare. Finora, una delle soddisfazioni più grandi è stata tornare ad una fiera a cui avevo partecipato come standista per promuovere il libro e imbattermi in persone che riconoscevano il titolo e venivano a chiedermi notizie sul seguito. Quello, e chi mi ha contattato in privato o in pubblico per lasciarmi una recensione. Credo che non ci sia niente di più bello del semplice: “Ho letto quel che hai scritto, e mi ha colpito.”

Se dovessi scegliere un libro che ti rappresenti, quale sceglieresti e perché?

Non riesco mai a rispondere a questa domanda con un solo titolo! Tra i miei libri preferiti di sempre c’è “Scelti dalle Tenebre” di Anne Rice. Se parliamo del genere che più mi ha ispirato allora scelgo la saga di “Dragonlance” di Weis e Hickman. Altri romanzi fondamentali di avventura e di ambientazione fantastica per me sono stati “Pirate” di Celia Rees e “La Bussola d’Oro” di Philip Pullman.

Parlaci dei tuoi libri. A cosa o a chi ti ispiri per scrivere le tue storie?

Scrivere, raccontare, per me è sempre stato un istinto naturale e un bisogno da soddisfare, per prima cosa. Le ambientazioni fantastiche, avventurose e surreali sono sempre state in grado di emozionarmi. “Le Lacrime di Ishtar” è una storia che parla di mezzosangue, di famiglia e di onore. Perfino in un mondo fantasy cercare le proprie radici e il proprio posto nel mondo non è una ricerca così scontata.Mi piace concentrarmi soprattutto sui personaggi: il libro è nato con la creazione dei protagonisti, e costruire una trama che raccontasse la loro evoluzione è stata la logica conseguenza. Trovo che le storie, anche quelle non ambientate nel mondo reale, non siano altro che uno specchio della realtà. L’ispirazione è ovunque: devi trovare ciò di cui hai voglia di parlare. Scrivo quello che vorrei leggere. Uno scrittore ha più domande che risposte: almeno, per me è così. Inventare una storia spesso è tentare di darsi delle risposte in modo creativo.

Qual è il tuo rapporto con la tua città?

È casa mia. Ci sono affezionata e ci sono abituata, un po’ come si ama il divano comodo del salotto mentre non si sopporta la finestra cigolante dell’ingresso che non chiude bene.

Sul campo professionale quanto può dare Parma secondo te?

Difficile a dirsi. Non so se è il posto giusto per qualcuno con aspirazioni artistiche. Tuttavia ho avuto un’ottima esperienza con l’ambiente bibliotecario: di recente ho anche collaborato con la biblioteca Pavese per una serie di incontri con le scuole medie per parlare della letteratura fantastica. È stata una bella iniziativa, accolta con successo sia dallo staff che dalle classi e i professori.

Progetti futuri di cui puoi parlarci?

Al momento “Le Lacrime di Ishtar” ha avuto una buona accoglienza e continuo a venderlo online, in fiera e in alcune librerie di Parma. Nell’immediato futuro pubblicherò i due libri che completano la trilogia, sia in versione cartacea che digitale. Nel frattempo ho altri scritti in corso, di tutt’altro genere rispetto al filone del fantasy per ragazzi. Se siete appassionati del genere o volete saperne di più, mi troverete su http://lelacrimediishtar.blogspot.it/ oppure sulla mia pagina facebook “Laura Fornasari – Scrittrice”, per tutte le curiosità riguardo alla trilogia e ai miei altri progetti.

Sogni nel cassetto?

Poter vivere di questa professione, magari. Ma quello a cui punto ora è portare sempre più progetti letterari a vedere la luce.

 

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