13 Aprile 2016

Parmalat rifiuta il latte genovese? Gli allevatori: “Lo compra in Cina”

Parmalat rifiuta il latte genovese? Gli allevatori: “Lo compra in Cina”

A scadenza del contratto, l’azienda avrebbe deciso di non rinnovarlo con gli allevatori delle Valli Genovesi. Parmalat smentisce: “Confermiamo il massimo impegno a sostegno dei consumi e degli investimenti locali”


E’ caos a Genova (e non solo): la Parmalat è accusata di aver scelto di non rinnovare il contratto con i produttori della cooperativa genovese Val Polcevera preferendo il latte dell’Est Europa e della Cina.
E quindi, da una parte Parmalat, la società del gruppo Lactalis, proprietaria del marchio Latte Oro, andrebbe a comprare latte in Cina, Francia e Romania, dall’altra scoppia la protesta di un centinaio di allevatori locali che da qualche giorno getta via quintali di latte delle proprie mucche sui prati. E la protesta si allarga, coinvolge sempre più persone e approda sui social.

Su Primocanale.it si leggono alcune considerazioni di allevatori genovesi, come Bianca Maria Lombardo, proprietaria di un agriturismo a Rossiglione: “Questa decisione provoca danni ingenti. Ci sono molti giovani che avevano rifatto le stalle, anche con impianti fotovoltaici, indebitandosi con mutui stellari. E ora?”.
“È un problema di livello europeo – aggiunge Gianluigi Graniero, presidente di Legacoop Liguria – un attacco che viene da lontano. Ma noi dobbiamo fare la nostra parte e comprare prodotti locali”.

Alcuni cittadini invitano a boicottare i prodotti Parmalat, mentre i produttori sono sempre più preoccupati per un’imminente crisi: “Rischiamo di chiudere”, racconta Marco Cosso, presidente della cooperativa Latte Valpolcevera.

Così, è guerra aperta contro Parmalat. A difesa degli allevatori liguri si sono schierati il Comune di Genova e la Regione Liguria: “La Parmalat, anche contraddicendo rassicurazioni del passato, ignora le conseguenze sociali ed economiche delle proprie scelte sul nostro territorio”, affermano Comune e Città Metropolitana di Genova in una nota congiunta.

Il perché di questa scelta è da ricercare in motivazioni economiche: l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Stefano Mai ha spiegato che in fase di rinnovo di contratto, la Parmalat ha offerto 25 centesimi al litro ai produttori di latte liguri, una cifra ben al di sotto del costo di produzione, che si aggira intorno ai 36 centesimi al litro e a cui sono da aggiungere i costi di trasporto (circa 9 centesimi al litro). Latte che poi viene venduto nei supermercati ad un prezzo di oltre 1 euro al litro. Mai ha spiegato che la situazione attuale è dovuta alle politiche europee che permettono l’ingresso in Italia di latte proveniente dall’estero a prezzi stracciati.

La risposta di Parmalat:

Latte Oro ribadisce con forza lo storico legame con la città di Genova e l’impegno assoluto a garantire la massima qualità e la provenienza 100% di latte fresco Italiano da allevamenti selezionati.
Da molto tempo l’azienda ha avviato una serie di iniziative in favore dei consumatori, dei cittadini e del territorio di Genova, di cui da sempre Latte Oro è una espressione riconosciuta. Le polemiche mediatiche ed i continui attacchi infondati non hanno fatto altro che penalizzare ulteriormente i consumi di latte fresco in un mercato già in forte difficoltà.
Latte Oro, nonostante il calo dei consumi ha continuato negli ultimi anni a ritirare anche il latte locale – ad esempio – dalla Cooperativa Valpolcevera pagandolo al prezzo di mercato.
Vista la situazione attuale di crisi dei consumi, e la scadenza degli accordi contrattuali con alcuni conferenti di latte, l’azienda è in questi giorni impegnata in una discussione con i produttori locali riguardante la quantità di latte necessaria alla produzione. L’azienda conferma il massimo impegno a sostegno dei consumi e degli investimenti locali anche attraverso il lavoro quotidiano degli oltre cento genovesi che operano sul territorio.

 

 

 

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