8 Giugno 2016

Parmacotto: i creditori ok al concordato. Esce di scena la famiglia Rosi

Parmacotto: i creditori ok al concordato. Esce di scena la famiglia Rosi

Il debito originario di 100 milioni, scende così a 46. Mobilità volontaria per 38 dipendenti. In vendita la sede di Marano, ristoranti e linee di affettamento negli Usa, l’Antica Salumeria Rosi e gli immobili dell’ex Parmamec


Arriva il parere favorevole dei creditori al piano di concordato per evitare il fallimento e adesso si potrà provvedere all’omologa da parte del tribunale. Non si tratta comunque di una scelta indolore, sia per l’occupazione, che per i creditori stessi, che si vedranno riconosciuto non più del 56% di quanto era loro dovuto.

Infatti l’intera situazione debitoria della Parmacotto ammonta a quasi 100 milioni di euro, ed il piano presentato obbliga i creditori a rinunciare a 46 di questi.

Conseguenze per quanto riguarda anche l’occupazione in azienda, a seguito del piano di ristrutturazione si procederà alla chiusura dello stabilimento di Marano (già messo all’asta per 1,15 milioni di euro)  al taglio di 38 dipendenti tramite mobilità su base volontaria. Al termine della ristrutturazione aziendale i dipendenti di Parmacotto scenderanno a 135.

Quella dello stabilimento non è l’unica cessione in programma. Si prevede anche la vendita di ristoranti e linee di affettamento negli Usa, l’Antica Salumeria Rosi e gli immobili dell’ex Parmamec.

Arriva così, con l’omologa del tribunale, la fine della presenza della famiglia Rosi, che  uscirà definitivamente dal capitale, mentre rimarrà con una quota del 15% il socio pubblico Simest che aveva finanziato il piano di espansione all’estero di Parmacotto.

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