4 Aprile 2017

PARMA YOUNG. RadiorEvolution, l’informazione passa dalle idee

PARMA YOUNG. RadiorEvolution, l’informazione passa dalle idee

Fiorella Guerra, studentessa e direttrice dei programmi: una vera e propria officina creativa di giovani che hanno voglia di comunicare in modo originale e innovativo


Fiorella Guerra, studentessa 24enne, ha iniziato da zero due anni fa e oggi è direttrice dei programmi di RadiorEvolution, la web radio degli studenti dell’Università di Parma.

Dall’idea di 6 studenti a 50 collaboratori
Nata nel 2010, RadiorEvolution è nata dalla voglia di 6 studenti di facoltà diverse di «comunicare in modo originale e innovativo, come suggerisce anche il nome della radio», spiega Fiorella e continua: «All’inizio erano in pochi, poi piano piano si è sparsa la voce e oggi ci sono 50 ragazzi e ragazze che collaborano alla radio». Studenti ed ex-studenti, provenienti da facoltà umanistiche ma anche da Medicina, Economia e Ingegneria che gestiscono tutto: oltre al direttivo, c’è chi si occupa della regia, chi fa lo speaker vero e proprio, chi cura la parte redazionale dei programmi e anche chi tiene un blog. Una struttura ben organizzata, quindi, che a settembre scorso ha fatto un ulteriore salto di qualità: «ora tutti i programmi sono in streaming, mentre prima avevamo solo il podcast. Sembra poco ma fa la differenza: bisogna rispettare gli orari e se sbagli non puoi registrare di nuovo. È più professionale, la radio funziona proprio così!»

Programmi per tutti i gusti
I programmi che vanno in onda rispecchiano gli interessi degli studenti che li propongono e se ne occupano. Arte e intrattenimento, informazione e cinema, ma anche cucina, letteratura e soprattutto tanta musica: ce n’è per tutti. Il programma principale è “Revolution (A)live”, dedicato a interviste a cantanti e gruppi musicali, più o meno noti. Tra gli altri, come spiega Fiorella, ci sono: «il radio giornale che è l’unico ad andare in onda tutti i giorni; “Qui ParmAteneo”, gestito dai ragazzi del giornale dell’Università; i programmi musicali come “R al Cubo” dedicato alla musica rap e alcuni programmi di “alleggerimento”, come “Parliamone”, che faccio io, nel quale trattiamo di argomenti molto discussi sul web». Sia le dirette che i podcast dei programmi sono disponibili sul sito della radio.

Come nasce un programma
RadiorEvolution è una vera e propria officina creativa: viene dato spazio alle idee di tutti e anche i programmi nascono dall’iniziativa di uno o più studenti. L’iter per far partire un nuovo programma è abbastanza semplice, spiega Fiorella: «L’idea viene proposta a noi del direttivo e, a meno che non sia una cosa assurda, la accettiamo. Poi facciamo una prima prova: seguiamo i ragazzi in modo che, una volta partito il programma, siano autonomi». Se la prima prova va bene il programma parte, altrimenti viene fatta un’altra prova, in modo che i ragazzi possano correggere i propri errori. «In generale, dopo la seconda prova partono tutti», assicura Fiorella.

Una palestra per chi vuole imparare a fare radio
È proprio questo che offre RadiorEvolution: consigli e tecniche acquisite da altri studenti e appassionati di radio, messe a disposizione di chi vuole imparare. «È come una palestra» fa notare la ragazza, «puoi provare e sbagliare: non succede niente; c’è chi ti segue, puoi partecipare a dei workshop e ci sono tanti eventi e occasioni per imparare». Il suo consiglio per gli appassionati è di cominciare ad ascoltare tanta radio per farsi l’orecchio e poi di buttarsi: le porte dello studio di vicolo Grossardi (all’interno della sede del CAPAS – Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo) sono sempre aperte a tutti.

In giro tra festival ed eventi
Oltre a mandare in onda i programmi, la radio partecipa a vari evento, come spiega la studentessa: «Un esempio è lo Squinterno Festival al quale siamo presenti da vari anni: ci organizziamo in modo che ci sia sempre una squadra con almeno un regista e uno speaker. È molto divertente, come anche il Festival delle Radio Universitarie che permette anche di conoscere altri studenti appassionati di radio e professionisti del settore». Nel 2016 i ragazzi hanno inoltre partecipato a Strada Manara in Festa, intervistando i gruppi musicali che si esibivano; recentemente, poi, hanno contribuito allo Startup Weekend alle Officine OnOff.

Il valore aggiunto della radio
Il segreto della radio è che: «ci permette di esprimere la nostra opinione», afferma Fiorella e prosegue: «Il valore aggiunto della radio è che riesci a dare enfasi a quello che dici». Un mezzo perfetto per esprimersi e diverso da tutti gli altri, perché davanti al microfono bisogna mettersi in gioco in prima persona. Fiorella aggiunge che, per lei personalmente, fare radio è prima di tutto divertente, ma non solo: «Mi piace anche il fatto di sapere che sto intrattenendo qualcuno: per quell’oretta e mezzo di programma non penso ai problemi o alla giornata che magari è andata storta».

Per il momento passione, poi forse lavoro
Fiorella non esclude di tentare di lavorare in radio nel futuro; studentessa di Lettere Moderne è appassionata del mondo della comunicazione. «Ho anche collaborato con ParmAteneo, il giornale dell’università, mi piace scrivere e nella vita vorrei fare questo, però dire qualcosa a voce è diverso. Davanti al microfono hai meno limiti, puoi essere più te stesso». Anche se per il momento quella della radio è solo una passione, la ragazza ci dedica tempo e forze: «ho ascoltato moltissima radio per imparare e cerco di continuare a migliorarmi. Voglio sfruttare al massimo questa opportunità».

Idee per Parma: trasporti pubblici anche di sera
Parma, secondo Fiorella sta diventando sempre di più una città universitaria, anche grazie alle manifestazioni e agli eventi dedicati ai giovani. Quello che manca per la ragazza sono i servizi di trasporto, che per il momento non coprono gli orari serali: «Il pronto bus non basta più, dobbiamo consentire agli studenti che non hanno la macchina di potersi spostare anche la sera per godersi Parma a 360 gradi». Un utile suggerimento per la prossima amministrazione.

 

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