24 Marzo 2017

PARMA YOUNG. Cristina Fontanelli, da Fornovo una grande voce soul

PARMA YOUNG. Cristina Fontanelli, da Fornovo una grande voce soul

Cresciuta a pane e musica la giovane cantante e musicista, veneziana di origini ma parmigiana d’adozione, sogna Londra


Canta e suona la tromba, insegna musica, ama il soul e sogna Londra: è Cristina Fontanelli. 23 anni e tanta voglia di seguire la sua passione, il canto. Dopo il diploma al Conservatorio in tromba e in Canto Jazz popular Cristina sta iniziando a lavorare a delle sue canzoni, con l’obiettivo di costruirsi una carriera da cantante.

Prima cassette e registratore poi il Conservatorio
“La passione per la musica è nata quando ero piccola – ricorda Cristina, originaria di Venezia ma trasferitasi a Fornovo da bambina – mia mamma mi racconta che prendevo le cassette, le infilavo nel registratore, ascoltavo 10 secondi di una canzone e poi cambiavo, sceglievo un’altra cassetta e così via”. In seguito, con un corso di canto Gospel, quando era ancora bambina, è iniziato il suo percorso: ha iniziato a studiare canto moderno, ha frequentato il liceo musicale e poi il Conservatorio di Parma. Dopo sette anni di studio si è diplomata in tromba e, a ottobre 2016, ha conseguito la laurea in Canto Jazz a indirizzo popular: “un corso che non si limita al Jazz, che io personalmente trovo un genere un po’ chiuso, ma che spazia: quindi non solo Ella Fitzgerald e Miles Davis, ma anche De’ André, i cantautori francesi, i Beatles, etc.”. Ma il genere che la ragazza ama di più in assoluto è il soul: “la musica dell’anima”.

La scelta della tromba
La tromba è uno strumento particolare che completa a meraviglia la voce forte e profonda di Cristina. La scelta di questo strumento è stata, però, quasi casuale, spiega lei: “alle elementari per il corso di musica mi hanno proposto tre strumenti: flauto traverso, clarinetto e tromba. Il flauto aveva un suono troppo esile per come ero io e per la mia voce, il clarinetto mi piaceva molto ma lo suonavano tutti e quindi ho scelto la tromba. Ma se mi avessero proposto il sax forse avrei scelto quello”.

I Last Minute Quartet e le lezioni di musica
Oltre a cantare e suonare la tromba nel duo Last Minute Quartet, con cui fa varie serate in giro per i locali di Parma e provincia, ora che ha finito di studiare Cristina insegna canto e pianoforte ad adulti e bambini alla scuola di musica del CEM Lira. “Ho la fortuna che insegnare mi piace, ma preferirei fare la cantante. L’insegnamento lo tengo come seconda opzione: in questi anni mi ha aiutato ad essere un po’ indipendente ma, come dice la mia insegnante, “per insegnare c’è sempre tempo”. Se non sfrutti le tue doti quando sei giovane poi potrebbe essere troppo tardi”.

Aretha Franklin, Michael Bublé e Amy Winehouse
Tra i miti di Cristina in cima alla lista c’è Aretha Franklin: la cantante jazz ha annunciato che quest’anno si ritirerà quindi lei non ha perso tempo: “Ho appena fatto la pazzia di prendere il biglietto per il suo concerto a Chicago tra un mese. La ascolto da quando sono bambina, sono innamorata della sua voce ed è sempre stato il mio sogno andare a sentirla”. Tra le altre voci che ama ci sono Michael Bublé e, da poco, Amy Winehouse: “all’inizio non mi convinceva soprattutto perché molti mi dicevano che la mia voce ricordava la sua, poi ho scoperto che mi piace molto il suo soul moderno, è un genere di musica che mi piacerebbe fare”.

Pro e contro di una carriera musicale
Girare molto, conoscere gente nuova e creare insieme ad altri qualcosa che piaccia alla gente: sono questi gli aspetti che danno a Cristina l’energia di seguire la sua passione. Scelta coraggiosa la sua, di dedicarsi totalmente alla musica, che porta con sé anche inevitabili preoccupazioni: “Mi spaventa la competizione e tutto quello che c’è dietro al diventare famosa – ammette la giovane cantante – il problema è che se vuoi avere un certo successo devi passare anche da queste cose, poi ci si fa l’abitudine ma sei veramente molto vincolato”. Ma questo non basta per fermare la tenace Cristina che ha in mente un progetto molto ambizioso.

Londra all’orizzonte
L’obiettivo è chiaro: “entro i 25 anni voglio dare una svolta al mio percorso”. Quindi nel cassetto c’è un biglietto per Londra dove la giovane vorrebbe trasferirsi e registrare un album con i suoi primi pezzi. “Sto iniziando a lavorare con un chitarrista che mi aiuterà ad arrangiare i pezzi che ho in mente di scrivere. La mia idea è di trasferirmi visto che, per il tipo di musica che voglio fare io, qui in Italia c’è poco”. I dettagli si definiranno piano piano ma Cristina ha ben chiari quali sono i mattoncini che serviranno per costruire la sua carriera e talento ed entusiasmo non mancano.

Credere nei propri sogni
Ai ragazzi che amano la musica il suggerimento è quello di credere nei propri sogni, anche se la giovane è convinta che il sostegno da parte della famiglia sia fondamentale, e racconta la sua esperienza: “Dopo le medie io volevo fare lo scientifico per seguire i miei amici, poi mia mamma mi ha detto: “Cri la tua passione qual è? La matematica o la musica?”: senza di lei avrei già mollato”. Fondamentali quindi la fiducia in se stessi e nei propri sogni, ma anche la passione e l’amore che si mette in tutto ciò che si fa.

Parma: città colorata e giovanile, ma c’è poca civiltà
“Facendo il paragone con Venezia, dove ho vari amici che si lamentano sempre che non c’è mai niente da fare, Parma la vedo abbastanza giovanile. È una città colorata, che cerca di organizzare manifestazioni anche per i giovani”, afferma Cristina. Si potrebbe fare di più ma, secondo lei, ci sono realtà vivaci e interessanti, come il WoPa, il Campus Industry e il MU. Certo, ammette la ragazza, i piccoli locali che fanno musica dal vivo sono sempre di meno, ma il problema è anche a livello economico. In un’ottica più generale, quello che manca a Parma secondo Cristina è un po’ di civiltà e buon senso: “se le persone fossero più responsabili si potrebbero fare più cose: un esempio su tutti è quello della movida di via D’Azeglio e di tutti i problemi che ci sono stati”. Un invito quindi a chi partecipa agli eventi e alle occasioni di divertimento: con un po’ più di responsabilità ci si guadagna tutti.

 

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