10 Giugno 2017

PARMA YOUNG. Andrea Mattioli, tra piano e console

PARMA YOUNG. Andrea Mattioli, tra piano e console

Andrea Mattioli, in arte Metyu, racconta il suo equilibrio tra musica elettronica e classica e il suo sogno di diventare un artista a 360°


Appassionato di filosofia e di letteratura Andrea Mattioli, 28enne originario di Bazzano, di giorno studia pianoforte, composizione e direzione al Conservatorio A. Boito e di notte si scatena alla console nelle discoteche di Parma e provincia.

Dj dalle feste di Capodanno fino a Pulp, Arena dei Pini e Bebop
Quello che oggi è il suo mestiere è iniziato per gioco, racconta Andrea, in arte Metyu: «Ho iniziato a fare il dj a 16 anni: per Capodanno organizzavo delle feste private con degli amici. La prima volta non c’era nessuno che voleva mettere su la musica. Alla fine mi sono offerto io e poi non mi sono più fermato». Così ha cominciato a suonare in discoteca e, dopo una breve pausa, nel 2013 il giovane diventa resident all’Arena dei Pini: «Devo dire un grosso grazie alla famiglia Gerboni che ha creduto in me in un brutto periodo. Da lì è partita una seconda strada che mi ha portato a fare il dj di mestiere». Oggi Andrea lavora, oltre che all’Arena dei Pini, anche alla serata universitaria del Pulp ed è resident al Bebop. Una grande soddisfazione per il ragazzo che non aveva previsto né cercato questa strada. Il suo talento è quello di “saper leggere la pista”, saper cioè scegliere la scaletta di canzoni adatta alla gente che balla davanti a lui e il segreto, spiega, sta tutto lì: «La gente non paga per sentire me, paga per venire all’Arena, quindi io devo calarmi nella situazione, non posso arrivare e fare quello che voglio».

La bellezza della musica classica
Se la musica elettronica incarna energia e voglia di divertimento, per Andrea la musica classica è sinonimo di bellezza: «e la bellezza, come diceva Dostoevskji, salverà il mondo». Il ragazzo ha iniziato a suonare il pianoforte a 20 anni, di nuovo quasi per caso, dopo un periodo della sua vita un po’ burrascoso, ed è stata proprio la musica classica a “salvarlo”: «Avevamo in affitto a casa nostra una persona che poi ho scoperto essere un maestro di musica. Un giorno ci siamo messi a parlare di musica, poi lui aveva un pianoforte e mi ha spiegato le basi. E così ho iniziato a “strimpellare seriamente” il piano». Dopo due anni, pur continuando a studiare privatamente il pianoforte, Andrea si è anche iscritto al Conservatorio di Parma dove frequenta il corso di composizione e di direzione. Il giovane parmigiano, che ha già composto qualche brano, afferma: «La mia idea di musica è la musica melodica, bella da ascoltare. Non riesco ad apprezzare la musica espressionistica».

L’equilibrio tra l’anima elettronica e quella classica
Ma come si possono amare due tipi di musica così diversi, quasi opposti? «Prendiamo come esempio gli scacchi: se si vuole giocare e vincere bisogna passare sia sulle caselle bianche che su quelle nere. Il segreto è l’equilibrio tra le due: è questo che mi aiuta». Coniugare il “nero” del mondo della notte con il “bianco” degli spartiti significa per Andrea trovare il giusto mezzo, ma soprattutto dare spazio e accettare lati diversi della propria personalità: «Il problema di tanti dj è che sono solo quello: ma non può bastare». Una vera e propria filosofia di vita, quella del giovane, che ha la fortuna di poter coniugare passione e lavoro nella musica.

Le soddisfazioni tra console, piano e letteratura
Tra i momenti più importanti del percorso di Andrea si mescolano i ricordi delle sue varie passioni: dal primo saggio in teatro in cui ha suonato il Claire de lune di Debussy a Nascere, la prima composizione per pianoforte che ha scritto: «Un’enorme soddisfazione perché frutto di un duro lavoro: scrivere a mano la partitura è un’esperienza unica». Da non dimenticare anche le soddisfazioni alla console: prima tappa importante è la residenza all’Arena (nel 2013), poi l’inserimento di un suo EP nella compilation di M2O nel 2014 e infine il lavoro gratificante che ha oggi. Ma Andrea non si dedica sono alla musica e infatti confida: «Ho finito da poco il mio primo romanzo “La sinfonia proibita”, sono molto contento di essere arrivato in fondo», ora non resta che cercare un editore!

Progetti per il futuro? Diventare un artista 3.0
Musica elettronica, classica, letteratura, filosofia, cos’altro? Il sogno di Andrea sta tutto in questo suo interesse e passione per discipline differenti: «Mi piacerebbe diventare un artista a tutto tondo, un artista 3.0, che varia da concerti di musica classica, a serate in discoteca, a scrivere romanzi, a parlare di filosofia». Insomma i panni di dj cominciano già a stargli stretti e, anche se conta di continuare questo lavoro finché ne avrà la possibilità, l’ambizioso ragazzo mira a diventare un vero e proprio artista a 360°, per dare spazio e voce ai suoi tanti interessi.

Metterci il cuore ed essere umile
Per realizzare i propri sogni però Andrea è sicuro di una cosa: «Bisogna mettere il cuore nelle cose che si fanno, soprattutto nel lavoro di dj, ed essere umili». È questo il consiglio ai ragazzi e alle ragazze che sognano di seguire la sua strada. Importanti sono anche la determinazione e voglia di faticare per ottenere quello che si vuole, ma centrale rimane l’umiltà: «Alla base bisogna essere umili poi da lì puoi lavorare per diventare qualcuno. Se parti pensando di essere chissà chi ma non hai le basi la gente difficilmente ti seguirà». Passione e umiltà: ingredienti essenziali per realizzare i propri sogni e per coinvolgere e far emozionare le persone. Parola di dj!

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