6 Settembre 2017

Parma provincia bio: prima in regione per le aziende del biologico

Parma provincia bio: prima in regione per le aziende del biologico

Seguono Ferrara, Bologna e Forlì-Cesena. In Emilia-Romagna registrate oltre 3.500 domande di aiuto per l’applicazione dell’agricoltura biologica.


E’ Parma la città più bio di tutta l’Emilia-Romagna. Secondo i dati relativi all’anno 2016, si registra un incremento di  oltre 18 mila ettari di superficie agricola dedicata al biologico (+38,3% rispetto al 2015), per un totale di 869 aziende bio. Seguono le province di Ferrara, Bologna e Forlì-Cesena. Dati positivi per tutta le regione, inoltre, che si colloca al primo posto nel nord Italia per numero di imprese bio, anche grazie alle numerose conversioni al biologico, che ammontano al +24% .

Su 100 aziende agricole, 39 sono le aziende biologiche storiche, 41 quelle in fase di conversione e 20 le aziende in cui coesistono produzioni biologiche e convenzionali. Di grande slancio godono anche e produzioni zootecniche e l’acquacoltura biologica.

In Emilia-Romagna, dunque, il primato è detenuta dalla provincia di Parma, la Food Valley per eccellenza, ma in notevole aumento risultano anche le aziende agricole e le superfici a Bologna (715), Piacenza (519) e Ferrara (363). Buona la presenza di operatori e di superfici agricole nelle province di Forlì-Cesena (756 aziende, +11% rispetto al 2015), Modena (650, +10,6%), Reggio Emilia (533, +12%), Ravenna (345, +11%) e Rimini (284, +13,6%).

“Siamo impegnati a favore di un‘agricoltura di qualità e amica dell’ambiente – ha dichiarato Simona Caselli , assessore regionale all’Agricoltura-. La domanda del mercato bio continua a crescere”.

Ad oggi sono circa 3.500 le domande di aiuto per l’applicazione della agricoltura biologica registrate in tutta l’Emilia-Romagna, su una superficie di oltre 91mila ettari e con una spesa complessiva annuale di oltre 21 milioni di euro. Nonostante al momento nessuna domanda sia stata esclusa, la superficie interessata agli aiuti è pari a circa l’80% della superficie biologica regionale. Oltre 850 domande sulle 1.907 del bando 2016 sono state finanziate come “Conversione” a dimostrazione della tendenza all’espansione del settore.

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