11 Febbraio 2017

Da Parma, nuova speranza per curare l’epatite B

Da Parma, nuova speranza per curare l’epatite B

Sono stati isolati i linfociti T, che nei pazienti infettati si esauriscono e hanno scoperto come rigenerarli


Hanno isolato e studiato singolarmente le cellule anti-virali per eccellenza, i linfociti T, che nei pazienti infettati cronicamente dal virus dell’epatite B sono “esauriti”. Ne hanno scandagliato l’assetto genico. E hanno scoperto infine come rigenerarli, grazie all’uso di specifici farmaci ad azione su una loro singola componente, il mitocondrio, ossia la centrale energetica della cellula. Come se fossero delle batterie esaurite ne hanno ricaricato le pile. La scoperta,che arriva da un gruppo di ricercatori coordinati dal prof. Carlo Ferrari, Ordinario dell’Università di Parma, è stata pubblicata sull’ultimo numero di Nature Medicine prestigiosa rivista mondiale e apre nuove frontiere nella cura dell’epatite B, malattia del fegato che colpisce nel mondo circa 400 mln di persone in modo cronico. Lo studio dimostra infatti come il trattamento con antiossidanti specifici per il mitocondrio determini un miglior funzionamento dei linfociti T, le cellule responsabili della risposta immunitaria anti-epatite.

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