5 Ottobre 2016

A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare

A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare
A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare
A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare
A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare
A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare
A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare
A Parma la prima Scuola Internazionale di Alta Formazione Alimentare

L’Università e l’associazione “Parma io ci sto” puntano sul settore alimentare. “Sarà una struttura unica al mondo, specializzata nella formazione post-laurea a forte grado di internazionalizzazione”


Investire nella ricerca affinché Parma diventi il centro mondiale della conoscenza e dell’innovazione alimentare. Questo l’obiettivo dell’Università degli Studi di Parma, che in collaborazione con l’associazione “Parma io ci sto” darà vita alla prima Scuola Internazionale di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione.

Il progetto è stato presentato stamattina, in conferenza stampa, dal rettore Loris Borghi, dal presidente di Parma io ci sto, Alessandro Chiesi, e dal responsabile del petalo agroalimentare Guido Barilla.

“Un progetto che attua nel concreto quella sinergia fra ateneo e territorio che è la chiave di volta per lo sviluppo di una comunitá” – ha affermato il rettore Loris Borghi.

La scuola – inserita all’interno del progetto Food Project dell’ateneo – sarà una struttura didattica di prestigio unica al mondo, specializzata nell’offerta formativa post-laurea a forte grado di internazionalizzazione. Quello che ci si augura è che la Scuola accolga docenti, studenti e anche aziende che vogliono fare aggiornamento e formazione continua. Ci si propone, infatti, sia di potenziare le strutture didattiche già esistenti, ma anche di dedicarsi ad un progetto di formazione avanzata che accolga realtà esterne.

“Investire nella ricerca, credere nella formazione, significa produrre innovazione – ha spiegato Alessandro Chiesi – l’allargamento delle dimensioni aziendali, la diffusione delle alleanze strategiche, la maggiore internazionalizzazione delle aziende, la compenetrazione tra scienze e tecnologie, tante sono le motivazioni per cui questo progetto è sicuramente da sostenere, perché un “unicum” nel suo genere che può portare vantaggi alle nostre persone, alle nostre aziende”.

Un grosso investimento per Parma. E’ di 8 milioni e 750 mila euro la cifra stanziata per la realizzazione della Scuola. Di cui 4 milioni e 750 mila sono stati stanziati dall’Università e i restanti 4 da Barilla, Chiesi e dalla Fondazione Cariparma.

“Se si ha una famiglia unita alle spalle si diventa invincibili – ha affermato Guido Barilla. – Questo progetto ci vede in prima linea con l’università di Parma per sostenere la formazione, per il futuro delle nostre generazioni, ma in particolar modo per la rinascita di tutto il nostro territorio, anche delle nostre imprese. Se saremo in grado di attrarre talenti e di fare sistema con l’ateneo e tutte le istituzioni saremo anche in grado di diventare il centro mondiale della conoscenza in questo settore. Come mio padre Pietro Barilla ha sostenuto il dipartimento di Ingegneria, la nostra azienda e la ‘famiglia’ di Parma io ci sto vogliono creare un legame ancora più stretto con l’Università di Parma e i suoi talenti”.

La Scuola avrà la sua sede in una cascina, “che richiama perfettamente il mondo rurale” – ha affermato il professor Carlo Quintelli. E nascerà all’interno del cosiddetto progetto Mastercampus, che prevede “La riqualificazione di spazi verdi, la realizzazione di un parco scientifico tecnologico, di nuove aule, sale congresso, biblioteche e molto altro. Il tutto sarà inoltre caratterizzato da una struttura a corte – continua Quintelli – che richiami gli antichi spazi rurali e favorisca il rapporto comunitario”

Per la costruzione della Scuola servono 2 anni. Entro la fine del 2016 ci si propone di ultimare il progetto esecutivo, in modo da avviare il bando già a gennaio 2017. Tra maggio e giugno 2017 si prevede così di avviare il cantiere, da chiudere in dodici mesi, in modo da avviare la Scuola in concomitanza all’inizio dell’anno accademico 2018/19.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *