7 Settembre 2015

Maxi-Utility: Folli contro la proposta di Fassino

Maxi-Utility: Folli contro la proposta di Fassino

Il sindaco Fassino e Renzi a Cernobbio auspicano la nascita di 2-5 gruppi in grado di competere a livello internazionale. La replica dell’Assessore: “No, la gestione dei rifiuti deve essere una prerogativa ed una responsabilità dei territori”


 

Intervenendo all’annuale incontro di Confindustria a Cernobbio, il sindaco di Torino Piero Fassino ha ventilato l’ipotesi di dar vita ad un nuovo grande colosso per la gestione di energia, acqua e rifiuti tramite la possibile fusione fra la milanese “a2a”, la bolognese “Hera” e il gruppo “Iren”, che già comprende Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Un modello come la Rwe tedesca.
“Questa strategia necessita di un quadro normativo e finanziario che deve trovare nella prossima legge di stabilità delle misure idonee”. L’opinione di Fassino riprende l’intervento di Renzi, il premier ha sottolineato come a suo parere “occorre realizzare in Italia 2-5 gruppi di utility, che siano in grado di competere a livello internazionale”.

A Fassino e Renzi replica l’Assessore Gabriele Folli: “Il modello di maxi-utility che a più riprese Fassino rilancia a mezzo stampa, vedrebbe aggregare in un solo soggetto un’azienda che possiede il 42% degli inceneritori presenti sul territorio italiano: 18 impianti, tra cui Brescia, Acerra, Torino, Piacenza, Parma, Bologna, Forlì, Rimini, Padova, Isernia, Trieste con una capacità di incenerimento pari a 3,9 milioni di tonnellate l’anno.

Con l’art. 35 dello Sblocca Italia questa capacità verrebbe incrementata del 50%, con la possibilità di bypassare i vincoli territoriali che fino ad oggi hanno (in parte) limitato alla gestione dei rifiuti urbani l’utilizzo di queste, che sono classificate “industrie insalubri”, ampliando il mercato a tutta l’Italia.Lo Sblocca Italia prevede poi 12 nuovi impianti localizzati in territori in cui le 3 sorelle sono già presenti o stanno per subentrare come Liguria (1), Piemonte (1), Toscana (2), Campania (1).
Noi riteniamo che la gestione dei rifiuti debba essere una prerogativa ed una responsabilità dei territori, e che non siano necessarie maxi-società sempre più lontane dai cittadini per gestire cicli virtuosi di raccolta che vadano verso il recupero delle risorse e l’economia circolare. Abbiamo in Italia esempi virtuosi di società interamente pubbliche come Contarina SpA che, nella provincia di Treviso, erogano servizi efficienti con bassi costi per gli utenti e risultati di eccellenza, ed è questa la strada che vogliamo seguire.
L’8 settembre saremo al presidio in Regione Emilia-Romagna per sollecitare il Presidente Bonaccini ad esprimere parere contrario nella conferenza stato-regioni che si dovrà pronunciare sul decreto applicativo dell’art.35 dello Sblocca Italia.”

 

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