4 Gennaio 2018

Da Parma arriva l’idea del “Digital Detox Day”

Da Parma arriva l’idea del “Digital Detox Day”

A lanciarla Carla Soffritti, il primo test l’estate scorsa, ecco come è andata…


Immerso in mille ettari di bosco,le camere sono arredate in modo eco-sostenibile e creativo, recuperando i materiali e le tradizioni del luogo, la colazione è a base di prodotti biologici e a chilo- metro zero, con tante proposte vegane. Carla Soffritti, proprietaria del B&B Il Richiamo del Bosco nel Parco Boschi di Carrega ha lanciato l’estate scorsa il “Digital Detox Day”. Una giornata intera offline, staccando spine e Wi-Fi senza neanche uno sguardo a post e bacheche social, per prendere una pausa e disintossicarsi dalla tecnologia, anche solo per un giorno. «Digital Detox Day è stata una mia idea. Partita come founder di Ella Studio, che sembra un po’ un paradosso visto che ci occupiamo sempre di più di digital – spiega la Soffritti -. La dipendenza da device è un problema serio, tant’è che negli Stati Uniti vengono organizzati weekend di “disintossicazione collettiva” nella natura come i campi estivi per adulti in cui per tre giorni è proibito portare con sé il proprio smartphone. Va da sé che la dipendenza è cosa differente dall’uso ragionevole della tecnologia, e di conseguenza non tutti arriviamo all’eccesso di controllare il telefono 200 volte al giorno, la media è di 46 volte al giorno».

Come si è svolto il primo Digital Detox Day?
«Siamo partiti dalla nostra rete, abbiamo chiesto a tutti gli hotel che seguiamo come ufficio stampa e digital pr, sono più di 60, dislocati su tutto il territorio nazionale, di dotarsi di una scatola, la Digital Detox Box, e chiedere ai propri ospiti, quasi duemila tra tutte le strutture, di riporvi il proprio dispositivo per qualche ora o anche per tutto il giorno».

Perché questa proposta, un po’ provocatoria?
«In un giorno di vacanza, invece di isolarsi navigando in rete, ci si concentra su se stessi, sui rapporti con le persone che si hanno intorno e sui panorami da ammirare, per una volta, non attraverso una lente. Un albergatore mi disse una frase emblematica: “Carla ci sono ospiti che rinuncerebbero all’acqua calda in camera, ma non al wifi”».

Gli hotel hanno aderito?
«Il 90% dei nostri alberghi ha aderito. E molti ospiti hanno inserito il proprio smartphone nella Digital Detox Box».

Era la prima volta che veniva lanciata un’iniziativa di questo genere? Verrà ripetuta?
«Per una giornata intera credo di sì. Dopo questa prima esperienza, ora sto lavorando per istituire a livello mondiale una giornata di Digital Detox».

Quanto sono attrattive oggi le strutture ricettive che propongono digiuni digitali in vacanza?
«Sono attrattive perché in realtà si ha voglia di depurarsi dalla tecnologia, dalla frenesia, dall’ossessione di stare iperconnesso sempre. Sarebbe utile ad esempio tra gli adolescenti. Difficile vedere un teenager senza telefonino in mano. Con questa iniziativa aiutiamo noi stessi e diamo una mano al prossimo».


 

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