11 Settembre 2015

La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”

La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”
La marcia: “Parma accoglie, non respinge!”

GUARDA LA GALLERY «In Italia c’è 1 rifugiato ogni 1000 abitanti, non si può parlare d’invasione» afferma Emilio Rossi del CIAC


Il cielo è grigio, qualche goccia di pioggia cade, ma gli animi sono caldi. Questa è la situazione a Barriera Repubblica alle ore 18.00. La “Marcia delle donne e degli uomini scalzi” sta per iniziare, le bandiere della pace e dei sindacati iniziano a sventolare, le scarpe vengono tolte per dare libertà ai piedi, piedi scalzi o con calzini sono pronti a marciare in Strada Repubblica. Ma a un certo punto, passa un ragazzo in bicicletta che mentre pedala dà libero sfogo al suo pensiero, urlando: «Non dovete perdere tempo per queste persone che invadono il nostro Paese»!
Per fortuna non tutti i parmigiani la pensano così… Paola, una giovane ragazza di Parma, commenta dicendo che l’umanità è una sola e che dobbiamo aprire le porte alle persone in difficoltà; Enrico, invece, è immobile sul ciglio della strada e riflette: «A Parma l’ultima volta che ci sono stati così tanti stranieri è stato durante la Liberazione. Oggi sono numerosissimi, purtroppo però non si usa più la parola “libertà”, ma “invasione”. Quanta ignoranza esiste al giorno d’oggi».
La Marcia è iniziata, e a parteciparvi sono in centinaia: profughi, membri di sindacati, membri di associazioni che tutelano i diritti degli stranieri, ma anche semplici cittadini. E in particolare, hanno aderito: Camera del Lavoro di Parma, Libera Parma, ARCI, ANPI, ANPPIA, UDU, AUSER, ANMIC, Legambiente, Sunia, Federconsumatori, Emergency, Amici d’Africa, Centro Interculturale di Fidenza, Comunità Senegalese di Parma e Provincia.
Gli striscioni inneggiano alla libertà, libertà di restare e di andare. E il coro che si alza pian pianino è “Parma accoglie, non respinge!”
Emilio Rossi, il Presidente del CIAC Parma (centro immigrazione asilo e cooperazione onlus), commenta: «Questa marcia vuole portare all’attenzione la situazione delle persone che spesso vengono respinte, maltrattate, che spesso camminano scalzi; vogliamo immedesimarci oggi con loro. Dobbiamo difendere le persone, non i confini». Mentre sul volantino che invita la cittadinanza lunedì 14 settembre a un presidio contro-profughi per evitare che il centro di Parma venga abitato dagli immigrati, Emilio Rossi dice: «È una cosa assurda perché gli immigrati ci sono già nel centro storico e concordo con il capogruppo del M5S Marco Bosi quando ha detto che è uno schifo questo atteggiamento anti-profughi».
Mentre il segretario generale della Cgil di Parma, Massimo Bussandri: «La Marcia delle donne e degli uomini scalzi è un’occasione importante per testimoniare che un’Italia sensibile al tema dei profughi c’è. È arrivato il momento che l’Italia civile faccia sentire la propria voce. A Parma i rifugiati vanno integrati nel tessuto di questa città e sono disponibili a lavorare e collaborare, ma la situazione non è esplosiva perché sono poche centinaia di persone sul territorio di Parma. Chi grida all’allarme “Sono arrivati i nuovi barbari”, non conosce le dimensioni del fenomeno.»

A proposito di numeri, è proprio Emilio Rossi a delineare un quadro più specifico: nel 2014 sono state circa 60 milioni le persone emigrate dalla propria terra e di queste ben l’86% è stato accolto dai Paesi poveri. «In Italia c’è 1 rifugiato su 1000 abitanti; quindi non si può parlare d’invasione» asserisce il Presidente del CIAC Parma.
La marcia è proseguita poi da Piazza Garibaldi a Piazzale della Pace, dove i piedi scalzi hanno ascoltato le parole Papa Moctar Tall, responsabile Coordinamento Migranti CGIL Parma, Emilio Rossi, Presidente CIAC Parma, e l’esperienza di un rifugiato siriano. L’indignazione è tanta, i racconti di guerra, di difficoltà, sono raccapriccianti. Inoltre, da Piazza Garibaldi un altro corteo è partito alle 19.30 organizzato da ArtLab, sempre per sostenere immigrati e rifugiati.
Per sensibilizzare l’intera società ci vuole tanto lavoro ancora, ma questo è stato un primo passo. Però dei turisti veneziani hanno affermato: «Tutto ha un limite. Noi italiani stiamo diventando stranieri nella nostra patria. La soluzione al problema è selezionare chi è in asilo politico e chi è in Italia per altre questioni…»
Ma loro, i veri protagonisti, i profughi, cosa pensano? Tra occhi amareggiati e arrabbiati, sperano in un futuro migliore. Pedro, nigeriano, dice: «Anche noi profughi siamo umani, non vogliamo essere trattati diversamente e non vogliamo fare del male a nessuno».

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