17 Aprile 2017

I parchi, un tema al centro della campagna elettorale

I parchi, un tema al centro della campagna elettorale

Alfieri punta il dito sulla tutela del verde. Ma non è il solo. I comitati di quartiere nel bilancio partecipativo hanno già ricordato a Pizzarotti quanto tengano alla questione


Il verde urbano fra gli obiettivi elettorali. Alfieri, proprio a Pasquetta, nel giorno battezzato per le scampagnate all’aria aperta, invia alla stampa un comunicato per ricordare quanto sia importante per Parma la tutela dei parchi. Non è il primo candidato alla poltrona di sindaco della città ducale a puntare il dito sulla questione. I Verdi, dei quali si attende a breve l’annuncio di un candidato, hanno già annunciato che ne faranno il cavallo di battaglia. 

Dopo anni di città cantiere, le aspettative sul tema da parte dei cittadini sono tante e già espresse anche durante l’amministrazione Pizzarotti. Nelle proposte di bilancio partecipativo, oltre la metà dei progetti dei comitati di quartiere puntavano l’attenzione sui parchi come polmoni urbani e aree di socializzazione sollevando l’esigenza di manutenzione, riqualificazione, di creare spazi gioco per i bambini.

Di seguito, il comunicato inviato oggi da Luigi Alfieri.

«È difficile capire che cosa questa giunta abbia fatto sul tema del verde pubblico e della sua tutela». Così interviene il candidato sindaco Luigi Alfieri.

«Mi sembra molto significativo sottolineare una cosa – prosegue –, a proposito del bilancio partecipativo. Il Comune di Parma, dall’11 al 28 febbraio, ha chiamato i cittadini a votare i progetti presentati dai Comitati Cittadini Volontari (CCV) e stupisce vedere che su 21 progetti presentati, addirittura 16 concernono la riqualificazione di parchi e di aree verdi e questo ha riguardato tutte le zone della città: dal parco don Oliva di Carignano, a quello di via Mordacci, al parco Da Olio di Fognano. Ma l’elenco è lungo per arrivare, appunto, a 16.».

«Quindi non si può che riflettere su questo: il sindaco disse che le aree verdi della città erano troppe. E, invece, in prossimità della campagna elettorale, stanzia risorse sul bilancio partecipativo e scopre che la gente vuole il verde curato. I cittadini rispondono e si attivano. E lo fanno su ciò che sta loro molto a cuore, sulle necessità che ritengono più rilevanti rispetto ad altre: le aree di socialità, i parchi che servono a chi vive nel quartiere per stare meglio.

Troppe aree verdi o troppa poca lungimiranza? Del resto – prosegue Alfieri – scarsa attenzione c’è stata anche per la qualità dell’aria e l’inquinamento, ci ricordiamo tutti come è finita con l’inceneritore. Per noi invece il verde e la sua manutenzione saranno presi in serissima considerazione e non solo per migliorare il decoro, ma proprio per massimizzare i suoi effetti sul miglioramento ambientale. 

Abbiamo in mente, per esempio, d’incentivare la realizzazione di nuove aree verdi non solo come quota obbligatoria per i nuovi interventi edilizi, ma anche come forma di riqualificazione e rigenerazione di spazi urbani dismessi in centro, in periferia e nelle frazioni.  Perché una corretta gestione del verde produce miglioramenti alla qualità dell’aria, migliora il microclima mitigandolo, rende più piacevole e vivibile l’ambiente, riduce il pericolo di allagamenti durante eventi precipitativi eccezionali, ombreggia d’estate riducendo l’abbagliamento e il surriscaldamento di edifici e di auto in sosta.

I parchi comunque una volta sistemati vanno poi mantenuti nelle strutture, come i giochi per i bambini e le panchine e il verde va curato.  Dopo le elezioni – conclude Alfieri – non deve tornare tutto come prima cioè al totale abbandono. Noi garantiamo il contrario».

 

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