28 Febbraio 2018

«Ossigeno», una storia d’amore e morte a ritmo di rap

«Ossigeno», una storia d’amore e morte a ritmo di rap

Il 2 marzo al Teatro al Parco di Parma lo spettacolo della giovane compagnia Big Action Money tratto da un testo del drammaturgo russo Ivan Vyripaev, una storia d’amore conflittuale tra due ragazzi simili ma inconciliabili, raccontata da due attori-rapper


 Un thriller psicologico-sentimentale recitato o meglio cantato a ritmo di rap, la storia di un amore tormentato tra due ragazzi che si attraggono e si respingono. A raccontarla è «Ossigeno», testo esplosivo di Ivan Vyripaev, tra i più acuminati scrittori teatrali della Russia di oggi, tradotto e messo in scena dalla Compagnia Big Action Money, in scena venerdì 2 marzo alle 21 al Teatro al Parco, nell’ambito di «Serata al Parco», rassegna sulla scena contemporaneo del Teatro delle Briciole. Tradotto e diretto da Teodoro Bonci Del Bene, diplomato al Teatro d’Arte di Mosca, con Tamara Bellucci, lo spettacolo fa parte del “Cantiere Vyrypaev”, un progetto di approfondimento sul drammaturgo russo iniziato nel 2013, promosso da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e Big Action Money. Dopo lo spettacolo la compagnia incontra il pubblico, conduce Maria Candida Ghidini, docente di Letteratura russa nell’Università di Parma.

L’ossigeno che dà il titolo al testo di Vyrypaev, scritto nel 2002 e successivamente trasposto per il cinema, assume una valenza simbolica. Ossigeno è sia linfa vitale, l’aria stessa senza la quale nessuno di noi potrebbe vivere, che sostanza stupefacente. Ovvero si tratta di un arma a doppio taglio che può dare o togliere la vita. I protagonisti di questa storia sono un ragazzo e una ragazza che portano lo stesso nome: Sasha lei, ragazza della capitale, Sasha anche lui, il ragazzo di provincia. Si tratta di una storia d’amore fra due opposti inconciliabili che hanno un assoluto bisogno l’uno dell’altra. Il testo comincia con un omicidio: Sasha, il ragazzo di provincia, uccide la moglie dopo aver incontrato Sasha, la ragazza con i capelli rossi. La storia si conclude con una carrellata di finali multipli fra cui scegliere: c’è chi sostiene che Sasha sia caduta da una ruota panoramica, chi invece l’ha vista soffocare dopo essere andata in shock anafilattico per aver assunto ecstasy. Il testo di Vyrypaev ha la struttura di un disco, ciascuna scena ha un proprio titolo, come se si trattasse di un brano musicale. Ciascuno di questi brani inizia con la citazione di un insegnamento del Cristo tratto dal famoso “Discorso della montagna” preso dal vangelo di Matteo. La musica è la colonna portante di Ossigeno, in cui i due attori che vestono i panni dei due Sasha, somigliano a dei cantanti rap. Il microfono che usano per “cantare” la loro storia è attaccato con un tubo di gomma ad un compressore da cui fuoriesce ossigeno. Ma questo tubo diviene anche l’arma con cui uccidere. E il gioco della musica ad alto volume diviene l’alibi per sbarazzarsi di prove e sensi di colpa. Foto di scena di Davide Silvi

Informazioni 0521 992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole, biglietti online su www.vivaticket.it.

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