6 Settembre 2018

M5S attacca sulla decisione di procedere alla costruzione del Mall

M5S attacca sulla decisione di procedere alla costruzione del Mall

Nuzzo e Bimbi: “Ancora molte domande a cui mancano le risposte tra il piano di rischio dell’aeroporto e la costruzione del centro commerciale”


La domanda non è del tutto peregrina, un importante intervento sul nostro territorio è oggetto di approfondimenti ed è stato posto all’attenzione pubblica per i suoi particolari rilievi da Legambiente, dalla opposizione consiliare di Parma (PP, PD, PU) e attraverso una interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte di Maria Edera Spadoni vice presidente della Camera (M5S).

Ad essere al centro di questa strana vicenda è il Piano di Rischio Aeroportuale, che il Comune di Parma avrebbe dovuto aggiornare comprendendo le nuove Zone di tutela (Zona di tutela D e allargamento Zona di tutela C) come già indicato e richiesto dal commissario Ciclosi con delibera 143/17 del 28 febbraio 2012.

Per comprendere cosa prevede il Piano di Rischio Aeroportuale relativamente alle Zone di tutela è sufficiente leggere quanto recita il regolamento aggiornato di ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) al paragrafo 6.6 del capitolo 9 in vigore dal 28.10.2011: “nella zona D va evitata la realizzazione di interventi puntuali ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione.” così come nelle Zone di maggior tutela A, B, e C.

ENAC, in funzione delle sue prerogative, scrive in data 20 dicembre 2017, in modo chiaro e comprensibile, al Comune di Parma specificando che: al fine di non pregiudicare lo sviluppo dell’aeroporto, si evidenzia la necessità di programmare e gestire il territorio comunale in modo tale da evitare già da oggi la costruzione di ostacoli alla navigazione e/o l’insediamento di tipologie edilizie con criteri di tutela alla base del piano rischi. Da informazioni avute sembrerebbe che a nord-ovest dello scalo codesto Comune intenda realizzare un polo fieristico/congressuale/commerciale, tipologia di opere che per propria natura è caratterizzata da un elevato carico antropico, potenzialmente non compatibile con i criteri di tutela del territorio alla base dei piani di rischio.”

Nonostante quanto scritto da ENAC nel dicembre 2017, il Comune sembrerebbe aver concesso comunque in data in data 18 e 19 gennaio 2018 i permessi per l’avvio del cantiere del grande centro commerciale Parma Urban District, adiacente all’Aeroporto di Parma G.Verdi, senza aver adeguato preventivamente il piano di rischio alle nuove norme e Zone di tutela come richiesto e necessario.

Alla luce di quanto fin qui riportato vi sono alcune domande che sorgono spontanee e che rivolgiamo agli enti interessati:

  • Perché il Comune di Parma ha ritenuto di far procedere i piani per lo sviluppo dell’Aeroporto G.Verdi da un lato e l’avvio della costruzione del grande centro commerciale Parma Urban District dall’altro, senza adeguare il piano di rischio che indicherebbe, solo una volta approvato da ENAC, la reale compatibilità di area e di progetto tra aeroporto e centro commerciale?
  • La Regione Emilia Romagna che ha stanziato 12 milioni di euro per lo sviluppo aeroportuale è stata informata dal Comune di Parma della mancanza del piano di rischio richiesto da ENAC e del costruendo Parma Urban District nelle adiacenze dell’aeroporto?
  • L’Impresa Pizzarotti & C. S.p.A titolare del costruendo Parma Urban Distric è a conoscenza che il permesso di avviare il cantiere sarebbe stato concesso dal Comune di Parma senza il necessario adeguamento del piano di rischio, utile anche alla tutela dei clienti che frequenterebbero gli edifici e le attività di loro proprietà poste nelle adiacenze dell’Aeroporto G.Verdi?
  • La SOGEAP, società di gestione dell’aeroporto, quale posizione ha rispetto al non adeguamento del piano di rischio ed alla costruzione in essere del centro commerciale, fattori che così combinati potrebbero minare i piani di sviluppo e forse la sussistenza stessa dell’Aeroporto G.Verdi?

Il carteggio tra Comune ed ENAC non si conclude però con l’avvio del cantiere del Parma Urban District, con la premura del caso infatti ENAC scrive nuovamente al Comune di Parma in data 23 aprile 2018 e oltre a rappresentare che “i casi di riscontrate inottemperanze al disposto Codice della Navigazione danno luogo a segnalazione all’Autorità Giudiziaria.” chiede di:

Fornire gli estremi dell’autorizzazione del costruendo edificio/i; Valutare l’adozione di apposite misure di auto-tutela come la sospensione temporanea dei lavori di costruzione dell’edificio/i, nel caso gli stessi fossero già stati avviati; Presentare l’aggiornamento del piano rischio, fasce laterali C e D.

Alla lettura di questa ulteriore sollecitazione da parte di ENAC ravvisiamo la necessità di porre ulteriori semplici domande agli attuali amministratori del Comune di Parma:

  • Per quale motivo Il Comune di Parma non ha preso in considerazione, come proposto da ENAC di “Valutare l’adozione di apposite misure di auto-tutela come la sospensione temporanea dei lavori di costruzione dell’edificio/i, nel caso in cui gli stessi fossero stati avviati”?
  • Il Comune di Parma rischia di pregiudicare i piani di sviluppo aeroportuale, che supporta anche economicamente, dando l’avvio alla costruzione del Parma Urban District senza aver avuto il via libera da parte di ENAC ?
  • I cittadini di Parma da questo modo di procedere hanno qualcosa da temere?

A seguito di questa “intrigante” vicenda epistolare, che parrebbe evidenziare un comportamento anomalo del Comune di Parma, nel caso difficilmente comprensibile, auspichiamo che alle domande poste possano seguire gradite ed esaurienti risposte che consentano, nell’interesse di tutti, la soluzione a questo insolito e complesso rebus”.

Movimento 5 Stelle Parma & Provincia. Mauro Nuzzo – Patrizio Bimbi, portavoce Movimento 5 Stelle

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