28 luglio 2017

“Non c’è sicurezza. Chiudere 4 maternità”. Tra cui Borgotaro

“Non c’è sicurezza. Chiudere 4 maternità”. Tra cui Borgotaro

É questo quanto emerso dalla Commissione sul percorso nascita dell’Emilia-Romagna. Ma la Regione concede una deroga


Si è parlato tantissimo nell’ultimo periodo della possibile chiusura del punto nascite a Borgotaro. Secondo un documento stilato dalla Commissione sul percorso nascita dell’Emilia-Romagna, effettivamente, il reparto della nostra montagna andrebbe chiuso, insieme ad altri tre (Pavullo, Castelnovo Monti e Scandiano) perché “le risorse professionali sono insufficienti e inadeguate e non risultano sostenibili gli standard di sicurezza previsti”. La commissione è formata da una quarantina di esperti che, nell’ultimo documento, hanno chiesto all’unanimità di applicare questo provvedimento. Tutti e quattro gli ospedali registrano meno di 500 nascite all’anno (Borgotaro 122, Castelnovo 149, Pavullo 197, Scandiano 487), e i numeri sono in calo. Nonostante ciò la Regione ha chiesto, con una delibera, una deroga al Ministero della Salute per tenere aperti questi reparti, con la speranza e l’impegno di migliorarne le condizioni.

Sotto accusa, da parte della Commissione del percorso nascita, ci sono anche altri aspetti, come ad esempio le risorse professionali, che “risultano insufficienti e inadeguate, in particolare per medici ostetrici e pediatri/neonatologi. La carenza si è ancora più aggravata nel 2016 e nei primi mesi del 2017. Allo stato attuale, non risultano sostenibili gli standard di sicurezza, in particolare la guardia attiva di 24 ore di ostetrica, ginecologo, anestesista e pediatra/neonatologo”. Inoltre, c’è anche la tendenza dei giovani medici di rifiutare questi incarichi e la difficoltà a trovare del personale. Per concludere altri problemi rilevati sono i troppi parti cesarei effettuati, che in questo caso avrebbero un tasso sopra il 15% del totale sotto i mille parti l’anno, e la mancanza di una terapia intensiva in caso di nati prematuri.

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