11 Settembre 2016

Nicole Fouquè, a cavallo tra la moda e la penna

Nicole Fouquè, a cavallo tra la moda e la penna

INTERVISTA DELLA DOMENICA. Firma di quotidiani noti e amante dell’equitazione, la Fouquè ha saputo intrecciare le sue passioni trasformandole in una professione


Giornalista, conduttrice, amante degli animali e sportiva: Nicole Fouquè è un volto noto ai parmigiani, e non solo. Firma di «QN-Quotidiano Nazionale», «Gazzetta di Parma» e «Cavallo Magazine», la Fouquè ha trasformato le sue passioni in una professione, intrecciando l’amore per la moda e per l’equitazione con quello per il giornalismo, centrando appieno i suoi obiettivi.

Nasce prima la passione per la moda o quella per il giornalismo?
«Per la moda. Ricordo che da piccolina mi divertivo tanto ad andare in giro per negozi con mia madre: ci passavo ore, guardavo i vestiti e provavo ad abbinare, tutto questo per la felicità delle commesse. Mi piaceva tanto anche andare in cerca del vestito per la Prima Comunione o di quello per la Cresima…insomma, la moda è una passione innata. Quella per il giornalismo, invece, è stata più una conseguenza: ho cercato di adattare la passione per la moda al mio essere e alle mie capacità. Così ho fuso le due cose. Ho iniziato a scrivere intorno ai vent’anni, con i primi giornalini e con «Cavallo Magazine» per cui scrivo tuttora. E, soprattutto, il giornalismo è entrato a far parte della mia vita attraverso presentazioni e serate: prima sfilavo, poi ho preso in mano il microfono e ho iniziato a presentare».

Qual è, finora, l’emozione più bella che hai provato facendo questo mestiere?
«L’anno scorso, quando sono stata invitata alla celebrazione del 40° anniversario della Giorgio Armani. Per me è stata una grande emozione essere tra gli invitati dell’evento che prevedeva  l’inaugurazione dell’Armani Silos, il museo permanente di Armani che accoglie una selezione ragionata delle creazioni dello stilista. C’erano Leonardo Di Caprio, Tom Cruise, i guru della moda…era un evento esclusivo, e c’ero anch’io».

L’Italia, tra le altre cose, da sempre è associata al mondo della moda. E’ ancora così? O ci sono nuove realtà che stanno prendendo il suo posto?
«Credo che l’Italia abbia più risorse che problemi, nonostante tutto. Cibo e moda sono, per il nostro Paese, un grande patrimonio che fa invidia a tutto il mondo. L’Italia continua assolutamente a essere capitale della moda, perché è soprattutto capitale della creatività».

A Parma ci sono realtà emergenti, nuovi talenti?
«Sì. Innanzitutto, è sempre bene ricordare che Parma ha una filiera moda importantissima, dall’amministratore delegato di Fendi, che è parmigiano, ai tanti brand della nostra città, come Pinko, Sebastian, Coccinelle. Tra i nuovi talenti mi piace segnalare Filippo Pugnetti, un giovane parmigiano che realizza borse e pelletteria. Filippo è il vincitore della sezione accessori della dodicesima edizione di “Who Is On Next?”, concorso ideato e realizzato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia. Inoltre, il suo brand si chiama Pugnetti Parma, proprio a sottolineare il legame col territorio».

Negli ultimi tempi è nato e si è diffuso il fenomeno delle fashion blogger. Cosa ne pensi?
«Io sono una delle poche giornaliste che le sostiene. Sulla «Gazzetta» curo la rubrica “Vite da blogger”. Credo che sia un fenomeno da non discriminare ma, anzi, da portare avanti. Si tratta di un linguaggio nuovo che si rivolge ai social, un linguaggio giovane che, se unito al giornalismo, può dare grandi risultati».

A proposito di questo, oggi conta di più un articolo scritto bene o una bella foto su un social?
«Entrambi. Di fashion blogger ce ne sono tante, ma la credibilità della carta stampata è sacra. Un articolo ben stampato fa ancora più notizia. E una fashion blogger su un giornale acquista ancora più credibilità. Le due cose devono convivere».

Cambiamo discorso. Tu hai un’altra grande passione: quella per l’equitazione…
«Esatto. Ho imparato ad andare a cavallo prima ancora di camminare. Mio padre era istruttore e ho ricordi bellissimi della mia infanzia legati proprio a questo mondo. Ho 2 cavalle e faccio agonismo. Ma non solo, cerco, anche in questo caso, di unire le mie passioni: su «Cavallo Magazine», infatti, intervisto personaggi che hanno a che fare col mondo della moda e che montano e amano i cavalli. Tra l’altro ho un tatuaggio, un ferro di cavallo: un simbolo che rimanda alla mia passione, al mio amore per l’equitazione e, naturalmente, a mio padre».

Hai ancora un sogno nel cassetto?
«Ne ho di continuo! Sicuramente, portare avanti la passione per la moda non è facile e il fatto di riuscirci per me significa tanto. Inoltre, sono contenta di scrivere per un giornale nazionale, che ha sempre la sua visibilità. Ma il mio sogno più grande si concretizza ogni volta che c’è una fashion week!»

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