27 dicembre 2016

Natale 2016, un pò di aria fresca. PM10 non sforano da 15 giorni

Natale 2016, un pò di aria fresca. PM10 non sforano da 15 giorni

Un fatto nuovo per la nostra città, i soli in Emilia. Ma le polveri dell’inceneritore sono altre, e di queste non si sa più nulla


Un dicembre che Parma ricorderà come uno dei più positivi, dal 12 dicembre i valori delle centraline di Arpa che rilevano i valori dell’aria in città sono positive e sotto i 50, soglia di rischio prevista dalla legge: 44, 29, 41, 39, 49, 40, 36, 49. 45, 46 e 39 il 22 dicembre. Non pervenuti i valori dal 23 dicembre a Natale.

Si tratta di valori buoni, che rispecchiano un andamento analogo in tutta la Regione, anche se la nostra città è stata l’unica a non avere mai alcun sforamento in Emilia, mentre considerando anche la Romagna, condivide questo primato con Ravenna. Peggio di tutti Bologna con quattro sforamenti.

Non si deve comunque abbassare la guardia e ricordare che le polveri sottili dell’inceneritore non sono rilevati dai Pm10, che vengono monitorati dalla regione Emilia Romagna, ma sono classificati con un particolato formato da particelle inferiori a 10 µm (cioè inferiori a un centesimo di millimetro), è una polvere inalabile, ovvero in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso e laringe).

Le particelle fra circa 5 e 2,5 µm si depositano prima dei bronchioli, sono quello che si definisce un “particolato fine con diametro inferiore a 2,5 µm (un quarto di centesimo di millimetro), è una polvere toracica, cioè in grado di penetrare profondamente nei polmoni, specie durante la respirazione dalla bocca.

Ma di queste il Comune di Parma non ci fa sapere nulla da molti anni, pur avendo promesso, in campagna elettorale, un monitoraggio continuo delle emissioni dell’impianto che, è bene ricordarlo, vien ad oggi definito dallo Stato così: “Secondo l’articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, gli inceneritori sono classificati come fabbriche insalubri di prima classe e come tali “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”.

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