28 Maggio 2015

Sono 5191 i nuovi dottori. Il 43% viene da fuori regione

Sono 5191 i nuovi dottori. Il 43% viene da fuori regione

Ci si laurea a 25 anni e 8 mesi in media, il 70% porta per la prima volta il titolo in famiglia, gli stranieri sono 4,4%, mentre la prima scuola di provenienza è il liceo (62%) da fuori regione proviene il 43%. Molti hanno già lavorato (il 66%).  Rapporto 2015 AlmaLaurea


Ecco la fotografia del piccolo esercito di oltre cinquemila giovani che supera la fatidica prova di maturità della vita. Il pezzo di carta che determina il cambio di classe sociale, si diventa dottori. In realtà oggi è tutto un pò più complicato, perché non esiste più la laurea di una volta, ora ci sono i 3.076 laureati di primo livello, i 1.516 laureati nei percorsi magistrali biennali e i 545 laureati a ciclo unico. E infine ancora quelli preriforma. Un pò più complesso, come fare delle statistiche ma AlmaLaurea ci prova.

Ci si laurea a 25 anni e 8 mesi in medi, il 70% porta per la prima volta il titolo in famiglia, gli stranieri sono 4,4%, mentre la prima scuola di provenienza è il liceo (62%) da fuori regione proviene il 43% dei laureati, ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari il 66%. Mentre è alto il grado di insoddisfazione,  il 37%, potendo non ripeterebbe la scelta fatta. Il 61% dei laureati dell’Ateneo di Parma intende proseguire gli studi

Ci si laurea a 25 anni e 8 mesi in media (24,8 anni per i laureati di primo livello e 26,9 anni per i magistrali a ciclo unico e 27 per i magistrali biennali), e per il 70% si tratta del primo titolo portato nella propria famiglia, l’Università si dimostra in questo ancora un’istituzione aperta a chi cerca, attraverso lo studio, nuove opportunità. Anche se, potendo tornare indietro, solo il 63% dei laureati si iscriverebbe di nuovo all’Università  (59% per il primo livello, 64% per i magistrali a ciclo unico e 71% per i laureati magistrali). Una quota ulteriore si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso: in particolare è il 10% dei laureati di primo livello, il 4% dei magistrali a ciclo unico e dei laureati magistrali. E dopo la laurea? Il 61% dei laureati dell’Ateneo di Parma intende proseguire gli studi. In particolare, si tratta del 75% fra i laureati di primo livello (soprattutto con l’iscrizione alla magistrale), il 68% fra i magistrali a ciclo unico e il 29% fra i laureati magistrali.

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4%: 4,4% tra i triennali, 4,4% tra i magistrali a ciclo unico e 3,4% tra i magistrali biennali.
È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 62% dei laureati 2014. In particolare, è il 59% per i laureati di primo livello, l’82% per i magistrali a ciclo unico e il 62% per i magistrali biennali.

L’età media, relativamente alta, del termine del corso di studi è dovuta anche al fatto che ci si iscrive più tardi che in passato (pre Riforma), oggi ci si iscrive  con almeno due anni di ritardo rispetto all’età canonica (fissata a 19 anni per i laureati di primo livello e a ciclo unico; 22 anni per quelli magistrali). Per il resto la durata media degli studi è di 4,4 anni per i laureati di primo livello, 7,1 anni per i magistrali a ciclo unico e 2,8 per i magistrali biennali. Ma quanti terminano in corso? Sono il 44%  (41% laureati triennali, 37% laureati a ciclo unico e 53% magistrali). Il voto medio di laurea è pari a 99,4; in particolare, è 96,4 per i laureati di primo livello, 100,8 per i magistrali a ciclo unico e 105,2 per i magistrali biennali.

Proviene da fuori regione il 43% dei laureati (41% tra i triennali, 49% tra i laureati a ciclo unico e 46% tra i magistrali). I laureati che hanno svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi sono pari al 63%. In particolare, sono il 69% dei laureati di primo livello, il 54% dei laureati magistrali a ciclo unico e il 57% dei laureati magistrali (68% considerando anche coloro che l’hanno svolta solo nel triennio). Le esperienze di studio all’estero coinvolgono complessivamente l’11% dei laureati 2014 dell’Ateneo di Parma: con programmi dell’Unione Europea (Erasmus in primo luogo), con altre esperienze riconosciute dal corso di studi o su iniziative personali. Le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea riguardano l’8% di tutti i laureati: il 6% dei primo livello, il 15% dei magistrali a ciclo unico e l’11% dei laureati magistrali (quota che sale al 15% considerando anche coloro che le hanno svolte solo nel triennio). Il 66% dei laureati 2014 dell’Ateneo di Parma ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 66% tra i laureati di primo livello, il 60% tra i magistrali a ciclo unico, il 68% tra i magistrali biennali.

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