5 Settembre 2017

Nasce la Scuola per l’Europa, tra soddisfazione e polemica

Nasce la Scuola per l’Europa, tra soddisfazione e polemica

Gilda degli Insegnanti: “Questa è una giungla, altro che Europa”. Pizzarotti: “Un grande risultato per la città”.


Apre le proprie porte la Scuola per l’Europa di via Langhirano, pronta ad ospitare fino a 900 studenti, dalla scuola materna a quella superiore. Una struttura che ha trovato gli stanziamenti necessari grazie all’emendamento alla Legge di Stabilità 2016 presentato dal senatore Giorgio Pagliari. All’opera sono state destinate risorse per 3 milioni e 900 mila euro, alle quali si aggiungono quelle messe a disposizione dal Comune di Parma.

Direttore della Scuola è il professor Carlo Cipollone, che durante la cerimonia di inaugurazione di ieri – lunedì 4 settembre – ha parlato di “momento straordinariamente importante e di scuola come luogo di crescita umana e personale, dove diventare veri cittadini europei”.

Alle lodi alla nuova Scuola però, si affiancano anche le polemiche. Poco contenta la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza che, attraverso il coordinatore Salvatore Pizzo, dichiara: “E’ evidente che se si parla di scuola pubblica senza coinvolgere le rappresentanze dei docenti che sono certificate e legittimate per legge, ci sono delle anomalie. Questa è giungla altro che Europa”. Il nuovo plesso, infatti, è l’unica scuola pubblica italiana a non voler intrattenere rapporti con le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei docenti del comparto scuola, che non sono un optional ma previsti per contratto.

Soddisfatto, invece, il sindaco Pizzarotti. “Si tratta di un risultato reso possibile grazie alla sinergia di azione di diversi soggetti, mi preme ricordare il senatore Pagliari, Efsa ed il Prefetto Forlani”. Si tratta di un complesso dotato dei più moderni comfort in tema di didattica e di accoglienza; a breve verranno ultimati la palestra e l’auditorium.

Un importante traguardo, dunque, per l’Amministrazione comunale, per quella provinciale e non solo. Uno schiaffo ad un’intera categoria professionale per i sindacati di competenza.

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