14 Giugno 2019

Movimento e condivisione, per un’estate di Giocampus!

Movimento e condivisione, per un’estate di Giocampus!

Un progetto che va oltre l’aspetto puramente ludico: dietro ci sono studi e ricerche scientifiche per la salute di bambini e ragazzi. L’intervista al responsabile Elio Volta


Elio Volta, responsabile Giocampus

L’estate è l’occasione per i bambini di stare all’aperto e fare sport. Giocampus ha puntato su questo. Un progetto che unisce educazione motoria, educazione alimentare e sostenibilità, per promuovere il benessere delle future generazioni in età compresa tra i 5 e i 14 anni. Giocampus è un mondo, fatto di sport, attività di laboratorio, divertimento, scoperta di cibi e sapori, ma soprattutto condivisione. Per spiegare cosa offre e cosa c’è dietro l’organizzazione di un progetto per piccoli, ma così grande, ne abbiamo parlato con Elio Volta, responsabile di Giocampus.

Non un semplice centro estivo, dietro l’organizzazione di Giocampus c’è un vero e proprio studio scientifico centrato sui bisogni di bambini e ragazzi. Quest’anno siamo alla 18esima edizione, quali le novità?
«Sì, siamo diventati maggiorenni. Il nostro è un progetto legato all’idea di movimento, per contrastare la sedentarietà. Proponiamo un modello di giornata attiva, fatta di momenti di gioco e ricreazione, con un occhio all’educazione. Giocampus vuole provare scientificamente che l’attività proposta dai 5 ai 14 anni fa bene alla salute. La novità di quest’anno è l’attivazione di un programma specifico per i ragazzi dai 13 ai 15 anni, una fascia d’età molto critica, a cui vogliamo dedicare attenzione.»

Qual è il lavoro del Comitato Scientifico?
«Sono tutte figure di monitoraggio, che lavorano per rendere il progetto ancora più funzionale alla crescita sana dei bambini. Il Comitato Scientifico che governa le attività annovera professionisti della nutrizione, educazione, sport, scienze gastronomiche. Abbiamo già numerose pubblicazioni scientifiche, che tutti possono consultare, a dimostrazione che il nostro progetto funziona davvero.»

Ci faccia un esempio.
«L’anno scorso abbiamo avviato una ricerca scientifica in collaborazione con l’Università di Parma, dal nome Energy Kids, per monitorare il dispendio energetico dei ragazzi prima e dopo Giocampus. Abbiamo monitorato giorno e notte, per 3 giorni durante l’ultima fase scolastica, il dispendio energetico dei ragazzi con un misuratore di calorie: il risultato è stata una differenza enorme nel dispendio calorico, con uno scarto di 300kcal al giorno. Il nostro modello educativo pensato per loro genera nei ragazzi un marcato consumo calorico.»

Anche dal punto di vista alimentare, c’è uno studio sul regime corretto da adottare. Come vi muovete in questo senso?
«Principalmente su due versanti: imparare facendo, attraverso attività laboratoriali giocose, per insegnare ai bambini gli alimenti indispensabili per la crescita, come l’importanza dell’acqua, dei 5 colori; e poi è l’esperienza stessa che ci ha permesso di programmare un piano alimentare estivo, approvato dal comitato scientifico, con una serie di spuntini, pranzi e merende adatte ai loro bisogni. Tutto è proposto attraverso il gioco

Ci sono risultati anche rispetto a questo?
«C’è una grande attenzione per quanto riguarda la colazione. Noi chiediamo sempre ai ragazzi se hanno fatto colazione per far capire loro che è fondamentale per affrontare la giornata. Dal 2015 ad oggi, a fronte di un 20% di bambini che non facevano colazione, siamo arrivati all’8%.»

L’aspetto sociale quanto conta?
«Tutti i momenti e le attività sono di condivisione, anche tra bambini di diverse età. Puntiamo sull’educazione tra pari, perché un coetaneo è un valore in più. E siamo molto legati anche all’inclusione, con un personale specifico per i bambini con disabilità.»

Giocampus è anche attento all’ambiente, in che modo?
«L’educazione è sia alimentare che ambientale: mangiare bene fa bene a me, ma anche al pianeta. I bambini imparano a rispettare il valore del cibo. La frutta o il pane non consumato viene ritirato dalle associazioni caritatevoli e portato nelle mense per i più bisognosi. Tra i vari laboratori c’è anche la casa sostenibile, per spiegare ai bambini il corretto consumo dell’acqua e l’importanza della raccolta differenziata. Tutto il nostro mondo è proposto attraverso il gioco

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