13 Dicembre 2018

Genitori 4.0 si diventa. Il fenomeno “Hikikomori” anche a Parma

Genitori 4.0 si diventa. Il fenomeno “Hikikomori” anche a Parma

Due progetti di sostegno per mamme, papà e figli adolescenti in collaborazione con LIDAP Onlus


Figli che perdono la bussola. Alcuni a causa di cicogne un po’ sperdute; altri per effetto di ansie e paure che li portano ad abbandonare la scuola e a stare lontani da tutti. A loro e ai loro genitori si rivolgono due progetti ideati dai consulenti LIDAP Onlus (Lega Italiana contro i Disturbi d’ansia, d’Agorafobia e da attacchi di Panico) sez. di Parma.

QUANDO LA CICOGNA SMARRISCE LA ROTTA. L’arrivo del nuovo anno alimenta in molte coppie il desiderio di accogliere finalmente la cicogna, simbolo di fertilità e amore per i figli. Quando infatti un bebè non arriva viene spesso vissuto come un dramma, una sorta di lutto che i partner vivono come proprio di ciascuno e non come della coppia. «Chi inizia la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), – spiega Amalia Prunotto, psicologa e psicoterapeuta – avverte poi un’altalena di emozioni destabilizzanti: l’inadeguatezza, la solitudine o la vergogna nel parlarne. Visite ed esami invasivi prendono così il sopravvento e schiacciano lavoro, amicizie ed intimità».
Per dare uno spazio di ascolto, supporto ed accompagnamento in un’ottica di integrazione mente-corpo, a chi incontra difficoltà nel concepimento naturale e sta affrontando o affronterà la fecondazione medicalmente assistita, è nato il progetto “Quando la cicogna smarrisce la rotta”: «un percorso di sostegno psicologico – prosegue la dott.ssa Prunotto – che propone una serie di incontri che si tengono negli Studi di varie città italiane, tra cui Parma, Padova, Bologna e Rimini. Una proposta di ampio respiro che si completa con seminari e momenti formativi aperti al pubblico e a tutte quelle figure del mondo medico, legislativo e sociale impegnate sulle tematiche delle nuove genitorialità, tra i quali la psicologa e psicoterapeuta Maria Letizia Rotolo, tra gli autori del libro “Psicosociologia della genitorialità” (Golem Edizioni). Negli ultimi anni hanno infatti visto la luce sempre nuovi interrogativi, contributi e protocolli di pratiche sulle aree del ciclo di vita che arrivano a toccare la sfera della procreazione assistita eterologa e della GPA (Gestazione per altri). Temi poco conosciuti nella loro realtà oggettiva, ma molto dibattuti sui quali ginecologi, psicologi, psicoterapeuti, avvocati e ricercatori puntano a fare chiarezza».
È pertanto grazie ad un costante aggiornamento ed alla continua condivisione che si possono trovare soluzioni da proporre a persone con diagnosi di infertilità, desiderio di genitorialità, oltre a persone che devono intraprendere o che hanno già affrontato percorsi di PMA. In un coro a più voci spesso in grado di richiamare a sé le cicogne smarrite.

ADOLESCENTI 4.0, TRA MITO E REALTA’. Depressione, ansia e attacchi di panico. Sono i sintomi di un disagio psicologico che porta alcuni ragazzi a ritirarsi in casa, rifiutando di recarsi a scuola ed evitando i contesti sociali. Indipendentemente dal rendimento scolastico e dalla situazione economica della famiglia. Il fenomeno nasce in Giappone negli anni ’80 con il nome “Hikikomori” (letteralmente “stare in disparte”) ed è tradotto in Italia con la definizione “eremiti sociali”. All’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna sono stati segnalati ben 346 casi, dei quali 19 a Parma. «Questi adolescenti, perlopiù di età compresa tra i 13 e i 16 anni che arrivano però fino ai 25 anni – commenta Diana Vannini, psicologa e psicoterapeuta – rimangono in casa, assorbiti dal mondo virtuale dei videogiochi oppure perennemente connessi ai social network senza però rispondere a messaggi e telefonate di compagni di scuola ed insegnanti».
E se alla base c’è la paura di fallire, di essere derisi o giudicati, oppure la sensazione di essere sottoposti ad eccessive pressioni sociali o contrarie alle proprie aspirazioni, cosa possono fare i genitori per incoraggiare questi figli in difficoltà? «Il ruolo della famiglia è centrale, spesso perché questi ragazzi non si sentono capiti. Occorre quindi cercare empaticamente di connettersi al loro vissuto emotivo e quotidiano per poterci essere come adulti al loro fianco, senza porsi con un atteggiamento critico, svalutante e giudicante. Per far fronte a questa problematica sta nascendo a Parma un progetto pilota, pensato per creare un contesto aggregazionale dove possano scambiarsi le loro esperienze».
Per aiutare i ragazzi «è stato infatti ideato – aggiunge la dott.ssa Prunotto – il progetto “Adolescenti 4.0, tra mito e realtà” che propone gruppi di parola sul modello dei gruppi di auto-mutuo-aiuto LIDAP, ma pensati appositamente per i giovani, ai quali si affiancano laboratori di arteterapia che prevedono attività creative di disegno, pittura o altre tecniche espressive. Per trovare un’apertura che non sia solo quella logico-razionale della parola ma supportata anche dalle espressioni non verbali».
Per altre info: www.amaliaprunotto.com; www.marialetiziarotolo.it; www.dianavannini.it

di Arianna Torelli

 

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