27 Giugno 2018

Mamme sempre più equilibriste

Mamme sempre più equilibriste

La donna oggi per stare a galla deve essere dotata di una capacità elevata di problem solving


Nel mondo contemporaneo la donna si trova sempre più equilibrista tra nuove e vecchie concezioni di sé, della famiglia e del lavoro. Il passaggio storico e la modernità all’interno della quale ci troviamo a vivere per alcune situazioni non è stata favorevole ad una nuova idea di donna più libera e più protagonista del proprio destino. Un passaggio difficile quello di riconoscere alla donna una competenza decisionale e progettuale assolutamente fondamentale per la crescita del mercato del lavoro e per lo sviluppo della famiglia. Entrambe le competenze necessitano di coesistere, è questa la sfida di fronte alla quale si trova la donna di oggi molti più ricca di soluzioni sociali (asili, baby sitter, spazi bimbi, asili aziendali etc.) rispetto alla donna di un tempo che in alternativa a sé aveva la famiglia di origine oppure quella del marito.«La fluidità all’interno della quale viviamo oggi è apparentemente semplice da gestire ma in realtà richiede molta autonomia, intelligenza, determinazione e quando necessario capacità elevata di problem solving e di strategie di mediazione – afferma la dott.ssa Elisa Mazzola Psicologa Psicoterapeuta dell’associazione Mammatrovalavoro – . Tali competenze attuali sono difficili da far coesistere con il bisogno femminile di supporto, di accoglienza e di accettazione di sé poiché presuppongono una figura maschile o complementare che possa comprendere tutto questo, accettarlo e partendo da queste competenze accettare la sfida più importante ovvero la condivisione».

Le capita di incontrare donne lavoratrici in crisi perché non riescono a conciliare tutto?
«Sì. Ma alla donna madre fa molto bene avere un’attività nella quale potersi esprimere, poter inventare un ruolo diverso da quello che ha nella famiglia e cosi portare o meglio trasportare le competenze acquisite dall’una all’altra realtà».

Un mondo del lavoro senza mamme come sarebbe?
«Non è possibile pensare ad un mondo del lavoro senza mamme, poiché le mamme hanno competenze aggiuntive, hanno un’esperienza di sintesi della vita che le altre donne non hanno e che a parità di capacità progettuali ma anche operative nemmeno lontanamente possiamo paragonare a chi la vita l’ha sempre gestita dalla “stanza dei bottoni”. Le aziende immaginano un lavoratore sempre a disposizione, ecco forse la mamma nell’immaginario non è proprio il lavoratore ideale ma è invece il lavoratore in grado di sopportare immense fatiche per portare l’azienda a raggiungere obiettivi importanti proprio perché nell’altro lavoro ovvero quello di essere madre questo carico è quotidiano».

Qual è il segreto della conciliazione…
«Le mamme lasciano il lavoro quando non c’è accettazione del proprio operato, quando le richieste sono troppo elevate, quando sono costrette a stare troppi giorni lontane da casa, perché c’è poco da dire e da fare una donna quando diventa mamma è prima di tutto questo e poi se riesce a conciliare la vita lavorativa sarà la persona più produttiva del mondo. Il segreto della conciliazione è il dialogo aziendale, il continuo monitoraggio e la fiducia. La conciliazione può non essere un’utopia se chi la persegue ha ben presente i vantaggi e gli svantaggi di una scelta di questo tipo».

 

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