19 Ottobre 2016

Mamme freelance, riconosciuto il voucher baby sitter

Mamme freelance, riconosciuto il voucher baby sitter

Dopo la lettera inviata al ministro Poletti, Chiara Allegri, presidente dei giovani imprenditori CNA di Parma, annuncia lo sblocco di 2 milioni di euro


Le mamme freelance avranno riconosciuto il voucher baby sitter. La notizia arriva dalla presidente di CNA giovani imprenditori Chiara Allegri, che si era fatta promotrice a livello locale del mancato sblocco dei fondi a favore delle imprenditrici scrivendo una lettera direttamente al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Dopo l’interrogazione della parlamentare Patrizia Maestri e di altri colleghi della Camera, una prima risposta del ministro annunciava l’imminente entrata in vigore del decreto che avrebbe sbloccato lo stanziamento di 2 milioni per le mamme freelance. Ora la conferma.

«Il voucher baby sitter per le mamme lavoratrici autonome si è finalmente sbloccato, mi ha risposto Erminia Moreschini, capo della segreteria del ministro Giuliano Polettispiega l’Allegri -. Ringrazio, per il sostegno, l’ufficio stampa CNA e la fondamentale attenzione delle parlamentari Maestri e Gnecchi. Il decreto interministeriale è stato firmato ed è in corso di registrazione presso la Corte dei Conti. Quindi in brevissimo tempo si potrà fare domanda».

Il voucher era già in vigore per le lavoratrici subordinate e para- subordinate per un periodo di sei mesi, per le autonome è previsto invece per tre mesi ma mancava il Decreto Attuativo per rendere concreta questa possibilità. Da qui la lettera partita da Parma indirizzata a Poletti.
«La deputata Patrizia Maestri ci ha comunicato che l’intenzione del Ministero è quella di proporre il rifinanziamento della misura, sia per le lavoratrici dipendenti sia per le autonome, anche per il 2017 – continua la presidente dei giovani imprenditori -. Sono inoltre venuta a conoscenza del fatto che nella Legge di Stabilità 2017 è stato proposto un capitolo specifico sull’imprenditoria femminile».

L’intervento della presidente dei giovani imprenditori CNA è servito a risvegliare l’attenzione sulle mamme freelance, per quanto il voucher babysitter sia solo un piccolo passo.

«Credo che finora il problema sia stato considerare le mamme imprenditrici e freelance come lavoratrici che non hanno bisogno di tutele, approfittando in modo erroneo della loro identificazione massima nella propria impresa – conclude -. In generale, trovo assurdo che in Italia si parli di fertility day, senza pensare a norme e servizi che possano riuscire a conciliare l’aumento demografico con il lavoro autonomo.  Il problema, nello specifico, è che la tutela della maternità e il lungo periodo in cui una lavoratrice subordinata può giustamente dedicare al bambino, per la lavoratrice autonoma è solo un’utopia».

 

 

 

 

 

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