23 Gennaio 2019

Mal’Aria 2019: la (preoccupante) qualità dell’aria in Regione

Da / 5 mesi fa / Salute / Nessun commento
Mal’Aria 2019: la (preoccupante) qualità dell’aria in Regione

Aria sempre più irrespirabile. Non bastano misure tampone: servono interventi strutturali sul trasporto pubblico e sulla mobilità condivisa.


La qualità dell’aria della Penisola lascia a desiderare: dal report “Mal’Aria” emerge che, nel 2018 in ben 24 capoluoghi di provincia italiani è stato superato il limite per l’inquinamento da polveri e da ozono (circa un capoluogo su 4), almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio.

Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città dell’area del bacino padano. In particolare, sommando gli sforamenti di PM10 e Ozono nell’aria, è risultato che i giorni di mal’aria respirata dai cittadini emiliano-romagnoli sono stati, in tutto il 2018, 117 a Modena, 112 a Parma e Piacenza, 111 a Reggio Emilia.

Se sommiamo le giornate di inquinamento invernale da PM10 e quelle di inquinamento estivo da Ozono, i dati sono allarmanti. A Modena, Parma e Reggio Emilia, i cittadini respirano aria inquinata 1 giorno ogni 3 giorni.

“Come ribadiamo da anni – sottolinea Legambiente –  non servono misure sporadiche, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc di livello nazionale, locale oltre che di bacino padano. Occorre una revisione totale della mobilità all’interno delle nostre città, dando priorità al trasporto pubblico ed alla mobilità condivisa e collettiva.” E continua: “Serve anche una strategia ad hoc per ripensare la mobilità casa-scuola degli studenti, togliendo fin da subito la deroga per l’accompagnamento dei figli a scuola.  Assieme a questa operazione, è necessario mettere in campo un intervento deciso di riqualificazione energetica dell’obsoleto patrimonio edilizio delle nostre città.”

Tra le misure proposte dall’associazione ci sono, quindi: la diminuzione drastica del tasso di motorizzazione (attualmente tra i più alti d’Europa), l’uscita progressiva ma inesorabile delle auto dalle città, la creazione di ampie “zone 30” in cui imporre il limite di velocità massimo di 30 km/h, realizzare nuovi spazi verdi nei centri urbani e il potenziamento del trasporto pubblico e delle reti ciclabili.

Obiettivi non semplici e immediati da raggiungere, ma necessari al fine di tornare a respirare nuovamente dell’aria sana.

 

 

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