1 settembre 2016

M5S: strategia rifiuti da Roma a Parma, passando per Torino

M5S: strategia rifiuti da Roma a Parma, passando per Torino

Pizzarotti e Appendino respingono le richieste di far bruciare spazzatura negli inceneritori dei loro territori. La Raggi chiede aiuto e promette che non ci sarà emergenza a settembre. Inceneritori sì o no?


Sulla base dei dati di rifiuto urbano del primo semestre del 2016, Iren Ambiente verserà al Comune di Parma un contributo pari a 450.627 euro. Così, dalla lotta contro l’inceneritore per tener fede ai principi del Movimento 5 Stelle e, perché no, per raccogliere ulteriori consensi, la giunta Pizzarotti passa a incassare denaro proveniente da quello stesso impianto che per molto tempo ha fatto parlare di sè per poi cadere nell’oblio.

L’inceneritore di Parma, dunque, malgrado le lotte, funziona e come. E, anzi, a chiedere aiuto alla città ducale è stata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che nell’affrontare l’emergenza rifiuti ha pensato bene di bussare alla porta di Pizzarotti (che, del resto, si era reso disponibile più volte a tenderle la mano, a darle consigli, ad aiutarla nelle difficoltà dell’amministrare una città). Eppure, niente da fare: Parma dice sì ai soldi provenienti dall’inceneritore, ma no ai rifiuti provenienti da Roma.

D’altronde, anche la neosindaca di Torino, Chiara Appendino, ha respinto la richiesta del governatore della Sicilia Rosario Crocetta di accogliere 15 mila tonnellate di spazzatura nel termovalorizzatore del Gerbido.

E quindi, in tema rifiuti, da che parte sta il M5S? I sindaci pentastellati si muovono su binari diversi, tanto che la Raggi, qualche settimana fa, al punto 9 del piano anti-rifiuti scriveva: «Stante i contratti in essere, si chiede priorità di conferimento rispetto a terzi che già conferiscono verso impianti Acea già esistenti (San Vittore e Aprilia-Orvieto-Terni) incardinati sull’inderogabile principio comunitario di prossimità». Una scelta che fa a pugni con le campagne del M5S e che quindi è stata martoriata dai sindaci di Terni e Orvieto. Un’estate incandescente quella della Capitale, tra topi che si aggiravano tra i turisti e rifiuti che riempivano le strade. E poi, le fosse degli impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb) di Rocca Cencia e Salario sono state totalmente svuotate: dopo un anno e mezzo di stop, è stata avviata l’attività di manutenzione degli impianti. Dunque, addio fermi straordinari: la massima operatività degli stessi impianti ci sarà a partire da metà settembre. Dopo il piano Ama che prevedeva di restituire per il 20 agosto una Roma pulita, l’assessore all’Ambiente Muraro ha confermato che a settembre non ci sarà alcuna emergenza rifiuti in città. Sarà vero?

D’altronde, lo stesso ministro Galletti aveva affermato: «I rifiuti vanno smaltiti dove vengono prodotti: lo dicono le norme europee e nazionali. Chi non riesce a farlo e manda all’estero o in altre regioni certifica un fallimento della propria capacità amministrativa».

Intanto, “grazie” a Iren, di cui il Comune di Parma possiede il 4,6% di azioni, a fine anno la somma versata al Comune si aggirerà intorno al milione di euro. E chi se la ricorda ora la lotta contro l’inceneritore?

 

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