14 Marzo 2016

M5S Parma attacca i parlamentari Romanini, Maestri e Pagliari

M5S Parma attacca i parlamentari Romanini, Maestri e Pagliari

M5S: “I parlamentari di Parma pagano i seggi”. Pd: “Parole ignobili. Stiamo valutando di agire per vie legali”


La politica parmigiana non c’entra nulla, ma esiste solo il desiderio di iniziare una campagna elettorale portando per l’ennesima volta l’attenzione su uno scenario nazionale e così in una domenica di metà marzo arriva, inaspettato e gratuito, un attacco ai parlamentari della nostra città.

Un attacco duro, ai quali Romanini, Maestri e Pagliari non replicano, mentre il segretario cittadino dichiara che sta valutando se adire per vie legali  Il problema è che il sindaco da una parte cerca una collaborazione costruttiva, mentre poi il suo movimento si butta a capofitto in polemiche che non sono molto contestualizzabili rispetto ai problemi del territorio. Sembra che la confusione nel M5S locale sia tanta.

Questo lo scambio di comunicati tra il M5S d Parma e il Pd:

“Corradino Mineo, ex senatore PD, ha pubblicamente denunciato che, “per essere stato inserito in posizione utile in lista” (capolista in Sicilia) alle elezioni politiche del 2013, gli è stato richiesto con lettera formale dal tesoriere PD un contributo “una tantum” di 25.000 Euro. Soldi che Mineo si è rifiutato di pagare anche perché già versava, come altri parlamentari, 1500 euro al mese “per le spese del partito”. “Una richiesta oscena” – ha protestato – “Chiedetemi un contributo se necessario ma non fatemi passare per uno che ha comprato il seggio”.

Mineo racconta della Sicilia: ma da noi com’è andata? Ebbene, coi dati forniti da Mineo siamo in grado di stimare, ipotizzando un sistema uniforme a livello nazionale, quella che potrebbe essere stata la quotazione dei seggi dei parlamentari PD parmensi: Maestri, Pagliari e Romanini.

Cominciamo per anzianità, dal Senato. Giorgio Pagliari, sesto in lista su 13 senatori eletti, dovrebbe essersi visto presentare un conto di circa 13-15000 Euro. Di primo acchito sembrano un tot, ma un principe del foro come lui con un paio di cause di quelle buone se la cava. Più ardua la posizione di Patrizia Maestri: ottava in lista su 28 eletti, la sua quotazione si situa nel terzo superiore della gamma: sempre calcolando 25000 Euro il “dazio” per Franceschini capolista (non sappiamo se in qualità di Ministro abbia dovuto pagare un extra) la Maestri dovrebbe aver ricevuto una “nota pro-forma” di non meno di 15000 Euro, che per una sindacalista (mestiere ante parlamento) non sono pochi….ma in una legislatura, risparmiando qua e là, ce la si può fare. Il più fortunato, dal punto di vista economico, potrebbe essere stato Giuseppe Romanini: primo dei non eletti è entrato alla Camera nel 2014 al posto della Kyenge, mandata a Bruxelles a furor di popolo. Se, come si vocifera, la “tariffa” era già stata pagata dall’ex Ministra, Romanini si è visto recapitare gratis un biglietto last minute, una sorta di gratta e vinci “turista per sempre”.

Questa però è ormai acqua passata: pare che nel Pd siano già aperte le contrattazioni per fissare le quote per i seggi alle amministrative, che rispetto alle previsioni dovrebbero lievitare leggermente: ci sono infatti da recuperare gli euro investiti a Napoli per trombare Bassolino”.
Movimento 5 stelle Parma

I PARLAMENTARI PD: PAROLE IGNOBILI:
“Le frasi scritte dai rappresentanti del M5S sono talmente ignobili che non meriterebbero nemmeno una risposta, ma ci pare importante chiarire una cosa nei confronti dei cittadini: ogni singola azione nel Pd viene fatta alla luce del sole e nel pieno rispetto delle regole nazionali e regionali, non c’è nessuno scoop riguardo al contributo volontario chiesto agli eletti che non ha alcun collegamento con la scelta dei candidati ma serve a finanziare le attività del partito”. Usa queste parole il segretario provinciale del Partito democratico Gianpaolo Serpagli per commentare l’attacco del Movimento cinque stelle di Parma riguardo ai fondi che ogni rappresentante eletto versa volontariamente per le spese del partito.

I tre parlamentari parmigiani stanno valutando se adire a vie legali contro quanto detto dai rappresentanti Cinque stelle, mentre per quanto riguarda come sono state individuate le candidature, Serpagli, ci tiene a sottolineare alcuni numeri. “Nelle primarie del 30 dicembre 2013 hanno votato oltre 11mila persone in carne e ossa e sono state espresse più di 20mila preferenze in 73 seggi sparsi per tutta la provincia. Sulla base di questi numeri, e non di altro, i cittadini di Parma e provincia hanno deciso i candidati Pd al Parlamento: 5.622 preferenze sono andate a Patrizia Maestri, 4.529 a Giorgio Pagliari, 4.166 a Giuseppe Romanini, persone scelte in maniera democratica e trasparente, che stanno rappresentando Parma nel modo migliore”.

Il segretario, poi, rimanda al mittente le accuse di compravendita delle cariche. “Il Pd si è dato delle regole e le rispetta – dice – i nostri bilanci non solo sono pubblici ma anche certificati da un ente esterno, ci chiediamo come venga sostenuto il lavoro politico dei grillini e come possa parlare di democrazia il gruppo consigliare del M5S di Parma. Un movimento in cui l’ultimo consigliere entrato ha avuto il posto con ben 21 preferenze; dove chi non è d’accordo con la linea viene prima sbeffeggiato e poi espulso; dove le cose da fare vengono imposte al di fuori della città da capi e padroni. Da chi accetta e applica questo sistema non accettiamo lezioni di democrazia, il Partito democratico è un’altra cosa e continuerà ad esserlo”.

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