10 Febbraio 2016

Lottare per i nostri asili, una storia da raccontare

Lottare per i nostri asili, una storia da raccontare

Per fare un bambino ci vuole un asilo: “Quella volta che Pizzarotti ci offese, ci chiese scusa e poi….ci prese in giro


Il comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo” racconta mesi di impegno e di difficili rapporti con l’amministrazione per evitare i tagli agli asili

Come è nato il comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo”?

“Siamo nati quando ci hanno comunicato che l’asilo del nostro quartiere, quello di Fognano – ci conferma Francesca Saccani del Comitato -, non avrebbe più avuto tre sezioni, ma una sola perché la scuola elementare che lo ospitava si riprendeva le aule date in prestito”.

Un fulmine a ciel sereno?

“Si, nessuno ci aveva informato, lo abbiamo saputo dalla preside della scuola e allora è iniziata una faticosa ricerca per riuscire a dialogare con l’assessore Paci, ma più chiedevamo chiarezza e più ottenevamo risposte evasive e ci diventano di stare tranquilli che non sarebbe cambiato nulla”.

Fino a quando

“Non si è capito che il nido non solo sarebbe stato ridimensionato da tre a una sola sezione, in cui ventidue posti erano già occupati, ma si stava mettendo in atto una vera e propria riorganizzazione per tagliare posti al nido e risparmiare 600 mila euro”.

In cosa consisteva questa riorganizzazione”

Oltre a quello che è successo al nostro asilo, si è provveduto ad esternalizzare il Tartaruga e il nido “Bolle di sapone”, dandolo in gestione a Parmainfanzia, per risparmiare, ma disperdendo quello che è il valore della gestione diretta e della presenza di una continuità didattica con maestre comunali e si è anche estesa la sperimentazione 0/6 ad altri due asili Margherita e Palloncino Blu a partire da settembre 2015 (gli altri erano solo in tre sezioni pilota all’Acquerello, Mappamondo e Pifferaio Magico).” Poi i nidi Girotondo, Arcobaleno e lo spazio bimbi di Arcobaleno sono stati chiusi, la scuola Alberto Parlante è stata privatizzata”.

E voi avete iniziato a protestare, come è stata accolta la vostra richiesta di essere ascoltati, avete dovuto alzare la voce?

“Si abbiamo iniziato a manifestare e a questo punto è emerso il brutto carattere del nostro sindaco, che pubblicamente ci ha accusato di essere politicizzati. Lo fa sistematicamente per mettere le mani avanti. È la stessa cosa che ha fatto con i genitori dei ragazzi disabili, il comitato Genitori Infuriati, che erano preoccupati per il bando che si voleva annullare, salvo poi ripristinarlo”.

Ma poi, come con il bando disabili, il clamore è diventato troppo per essere gestibile in questo modo?

“Si. E allora è arrivato il cambio di strategia, siamo stati chiamati e ad aprile del 2015, abbiamo incontrato sindaco e vicesindaco, per due ore e mezzo, durante le quali ci ha detto di riconoscerci come interlocutori e di essere interessati alle nostre eventuali proposte.”

Che voi avete puntualmente fatto?

“Si abbiamo proposto di congelare la “riorganizzazione” dei servizi educativi fino al 20 aprile, con relativo taglio di 600mila euro, di non ampliare la sperimentazione 0-6 e di attivare il “bando piccolissimi”, che prevedrebbe la possibilità di accedere al nido anche per i bambini nati dal 1°maggio al 31 ottobre”.

E la risposta qual è stata?

“Ci siamo sentiti presi in giro, perché ad un certo punto ci è stato detto che avrebbero accolto le nostre richieste se fossimo stati in grado di trovare le risorse, di autofinanziarci, insomma. E il tutto in pochi giorni, naturalmente”

Ma neppure quelle proposte che non avrebbero avuto un costo aggiuntivo, come il bando piccolissimi?

“Neppure quelle, salvo poi attivarle quest’anno, insieme all’inserimento dell’orario ridotto esteso a tutte le scuole. Noi siamo contenti che abbiano recepito le nostre proposte, anche se non hanno fatto riferimento che erano il risultato del confronto di quasi un anno fa. L’importante è che ne beneficino le famiglie”.

Il comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo è attivo anche online, con un sito www.civuoleunasilo.org ed ha una pagina facebook: www.facebook.com/civuoleunasilo

Nidi e materne: iscrizioni aperte fino al 22 febbraio

Sul sito del Comune la possibilità di calcolare la propria retta, che varia in base al reddito, e va da 65 a 650 euro per i nidi e da 65 a 280 euro per le materne

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Asili, prezzi delle rette comunicati in modo sbagliato?

“Tariffe invariate, la massima per le materne è 280 euro”, ma i bollettini che arrivano sono di 291,2. Ossia 100 euro in più all’anno. Ecco perchè.

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