2 luglio 2018

IL FRUTTETO INSOLITO. Lonicera, il mirtillo che non è un mirtillo

IL FRUTTETO INSOLITO. Lonicera, il mirtillo che non è un mirtillo

Il frutteto insolito a cura di Daniele Paterlini


Da quando l’attenzione per i cosiddetti frutti o bacche del benessere è cresciuta ed è diventata tendenza, ha iniziato a comparire sul mercato vivaistico un piccolo arbusto, con il nome commerciale di mirtillo siberiano. Una bacca allungata, fino a 4 cm, schiacciata ai lati, dello stesso colore del mirtillo, ma nessuna relazione con quest’ultimo.
Si tratta della bacca della Lonicera Caerulea Kamtschatica, appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, genere diffuso spontaneamente anche nei nostri boschi, che si è sviluppata nell’estremo Oriente russo, nella penisola della Kamchatka, nelle isole Kurili, Sachalin e Hokkaido, luoghi estremi, dove il freddo artico e siberiano incontra l’umidità dell’Oceano. Il particolare clima di queste aree, con grandi sbalzi di temperatura, dai -40 ai +30 e l’alto tasso di umidità, ha favorito lo sviluppo di varietà botaniche del tutto singolari, rustiche e capaci di adattarsi a condizioni apparentemente impossibili.

Apprezzata da tempo immemore dalle popolazioni di quelle terre, Itelmeni, Coriacchi e Ainu, fu solo quando in Giappone ci si cominciò ad interessare alle culture sciamaniche del nord, che questi frutti cominciarono ad essere conosciuti al di fuori dell’area di origine. E a buona ragione perché le qualità non sono poche. Ricchi di vitamina C (20% in più delle arance), A (il doppio del mirtillo) e D, hanno un alto contenuto di potassio, con calcio, fosforo, magnesio e sodio in minori quantità. Sono però gli antociani presenti a dar valore al frutto. Queste sostanze dal forte potere antiossidante svolgono un’azione antiradicalica, quindi frenano l’invecchiamento cellulare, qualità note alle popolazioni siberiane. Facilmente coltivabile, ovviamente non teme il freddo, non richiede terreno acido (non è un mirtillo!), ma molta acqua nei primi anni. Inattaccabile dalle malattie, va posizionato in posizione semisoleggiata e concimato in autunno; giunge a maturità in quattro cinque anni, poi garantisce trent’anni di produzione. Fruttifica sui rami giovani.
Si consuma fresco, oppure, si può tentare l’esperimento in corso in Canada, la produzione di vino!
Cercare per credere.

 

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