3 Giugno 2017

Lista d’attesa negli asili: restano fuori in mille

Lista d’attesa negli asili: restano fuori in mille

Adesso inizieranno controlli sulle graduatorie, ma molti rinunceranno e passeranno in strutture private. Dati allarmanti nei nidi: in cinque anni 26% in meno di iscrizioni e scolarizzazione ridotta dal 41% al 34%


Rese pubbliche le graduatorie, sono stati assegnati 800 posti al nido (21 ancora  liberi), con  e 1088 alla scuola per l’infanzia (con 15 da assegnare), ma sono mille i bambini che rimangono in lista d’attesa: 448 al nido (fino a tre anni) e 527 per le scuole dell’infanzia (dai tre a cinque anni). Di questi alcuni saranno subito ridistribuiti in quelle strutture dove si sono verificate doppie iscrizioni e ci sono ancora posti liberi, verranno chiamati dagli uffici comunali e avranno 48 ore di tempo per accettare soluzioni, magari poco agevoli, ma pur sempre indispensabili.

Per altri inizia una lunga attesa, che si può protrarre fino al 31 dicembre del 2017 o addirittura nei primi mesi del 2018. Molte famiglie però non sono nelle condizioni di attendere e restare nell’incertezza per così tanto tempo, per questo si rivolgono alle strutture private. Il Comune parla di situazione sotto controllo, ma il bilancio di questi cinque anni non può dirsi positivo. Nel 2015 sono stati ridotti i posti disponibili a seguito del taglio di 600mila euro al servizio. Un disimpegno, unito all’aumento esorbitante delle rette e all’abolizione del “Quoziente Parma”, che introduceva alcuni correttivi in determinate situazioni come le famiglie con più bambini, che a cinque anni può essere oggetto di una valutazione.

Le domande d’iscrizione si sono ridotte dell’8%. La percentuale di scolarizzazione è passata dal 34% al 31% nelle scuole per l’infanzia mentre nei nidi le domande d’iscrizione sono crollate del 26%, (ma l’utenza potenziale si è ridotta solo del 5%). La percentuale di scolarizzazione nel nido è passata dal 41% al 34%. Solo tre bambini su dieci riescono a portare i loro figli in un nido pubblico.

Critico il comitato Per Fare un bambino ci vuole un asilo: “1000 bambini in lista d’attesa significano 1000 famiglie che non sapranno, per molte settimane, come gestire il proprio quotidiano a ripartire dal primo settembre. Questa amministrazione, oltre che causare una notevole fuga dai servizi educativi comunali, contraendo l’offerta ha lasciato invariato il problema delle liste d’attesa: poche idee con pessimi risultati”.

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