21 Marzo 2017

“Il leopardo del Po”: su Quaternary International una ricerca dell’Università di Parma

“Il leopardo del Po”: su Quaternary International una ricerca dell’Università di Parma

L’analisi morfologica di un raro fossile di leopardo rinvenuto fortuitamente nel 2015 nei sedimenti alluvionati del Po è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale


Sarà sicuramente un grande orgoglio per tutta l’Università di Parma il fatto che Quaternary International, rivista molto stimata in ambito scientifico, abbia deciso di pubblicare al proprio interno un’indagine su un fossile proveniente dal fiume che attraversa il parmense e il cui coautore è Davide Persico: docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale presso l’Ateneo parmigiano.

Il fossile, riconosciuto dopo alcuni mesi di indagine preliminare, ha permesso di confermare per la prima volta che un tempo nella Pianura Padana esisteva un grande predatore come il leopardo. Il reperto esaminato è una tibia, perfettamente compatibile con l’esemplare di “panthera pardus” moderna che un tempo aveva colonizzato anche parti dell’Europa e dell’Asia, mentre al giorno d’oggi si può trovare solo in Africa. Prima di questa ricerca non era mai stato rinvenuto un esemplare di questa specie in Italia al di fuori delle catene montuose.

Le dimensioni dell’esemplare ritrovato sono ragguardevoli, circa due metri dal capo alla coda per un peso stimato di circa quarantacinque chili. Tali dimensioni sono compatibili con un giovane maschio o una grande femmina.

 

 

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