21 Dicembre 2018

Legambiente denuncia: “Devastata l’ex area di riequilibrio nella Parma”

Legambiente denuncia: “Devastata l’ex area di riequilibrio nella Parma”

Legambiente: “Non possiamo che rammaricarci dell’azione distruttiva di Aipo. E’ un ente che va profondamente riformato”. La replica del Comune


“Per ignoranza e ignavia un’altra devastazione ambientale è stata compiuta in città, nel torrente Parma, sulla sponda destra tra il ponte Stendhal e il ponte Dattaro. Quella che era l’Area di Riequilibrio Ecologico non esiste più, caduta sotto i colpi delle ruspe di Aipo con la connivenza del Comune di Parma. Sotto il profilo etico possiamo parlare di crimine ambientale.

Quel tratto di sponda del torrente Parma non ha mai costituito alcun pericolo per la sicurezza idraulica, poiché è debitamente rialzato rispetto all’alveo e, inoltre, proprio il rinfoltimento della vegetazione era una garanzia per il trattenimento di rami e tronchi.

A questo scopo l’ARE era stata voluta dall’allora sindaco Lavagetto, istituzionalizzata dal sindaco Ubaldi e confermata, pur senza risorse, dal sindaco Vignali. Ricordiamo in particolare l’allora assessore Lisi, che ne colse appieno l’importanza e si battè per realizzarla: un oasi ecologica di circa 7 ettari alle porte della città. Se oggi i parmigiani possono godere della vista dei caprioli in città è per quell’azione di rinaturalizzazione. Legambiente ebbe l’onore e l’onere di progettarla e gestire l’avvio, fino al raggiungimento dell’equilibrio ecologico voluto.

Purtroppo l’Amministrazione Pizzarotti se ne è disinteressata da subito e non l’ha confermata tra gli strumenti urbanistici e le aree naturali di valenza regionale. Caduta nel dimenticatoio, ora è caduta sotto le ruspe.
È facile riempirsi la bocca della parola sostenibilità, ma gli atti concreti vanno in direzione opposta.

Infine, come Legambiente, non possiamo che rammaricarci dell’azione distruttiva di Aipo che purtroppo è un ente autoreferenziale e retrogrado, dove latitano le competenze necessarie ad affrontare la situazione sotto il cambiamento climatico; affronta ancora la sicurezza idraulica con un approccio da anni Cinquanta che per la naturalità del fiume prevede un solo concetto: tabula rasa. È un ente che va profondamente riformato.”

Comune di Parma a Legambiente: “Area tra ponte Stendhal e ponte Dattaro è ancora oasi ecologica”. In risposta a quanto sostenuto da Legambiente, ovvero che la zona sulla sponda destra tra il ponte Stendhal e ponte Dattaro non sarebbe più una area di riequilibrio ecologico (A.R.E.) negli strumenti urbanistici, per volere dell’attuale Giunta, l’amministrazione intende smentire e rettificare tali affermazioni. L’area, infatti, rientra totalmente nella fattispecie suddetta di riequilibrio ecologico, organizzata in modo tale da essere ancora rifugio per specie vegetali e animali.

Infatti, l’articolo 5.11 art. 1 comma a) del Piano Strutturale Comunale e come pure all’art. 6.1.8 comma a) del Regolamento Urbanistico Edilizio, individuano negli strumenti di pianificazione “L’area di riequilibrio ecologico in corrispondenza della sponda destra del T. Parma nel tratto tra ponte Stendhal e ponte Dattaro, già istituita”.  L’Amministrazione, inoltre, pone massima attenzione alla salvaguardia e alla conservazione ambientale e a tal proposito ricorda che ha sottoscritto un protocollo di intesa per il sostegno e l’incremento di città e scuole verdi e dell’agro-ecologia di comunità e sociale nelle aree pubbliche. Il protocollo nasce dalla condivisione dei principi fondamentali di un approccio green per la città, la scuola e la comunità da parte della neo nata rete Per Parma città verde, che vede anche la partecipazione di tante realtà associative ambientaliste e di solidarietà sociale del territorio. Protocollo a cui, tuttavia, Legambiente non ha volontariamente aderito.

A tal proposito il 4 settembre scorso l’Amministrazione ha promosso un incontro della rete associativa invitando al tavolo AIPO,  che con i suoi tecnici ed agronomi ha illustrato gli interventi che sarebbero stati realizzati nell’area tra ponte Stendhal e ponte Dattaro, in un’ottica di condivisione e trasparenza.

 

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