4 Giugno 2015

Le fiamme del dissenso nel Movimento 5 Stelle

Le fiamme del dissenso nel Movimento 5 Stelle

Era l’obiettivo comune, è diventato il pomo della discordia. L’inceneritore divide tutti e non risparmia nemmeno i grillini


Il tema rifiuti è incandescente, come il forno dell’inceneritore. Pizzarotti si è da sempre battuto per contrastare il mostro di Ugozzolo, ne ha fatto una bandiera elettorale e ha raccolto intorno a sé consensi e aspettative. Ma quel mondo idilliaco fatto di speranze e false prospettive, si è spento in concomitanza con l’accensione dell’impianto nel 2013: «Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un sindaco. Ora guardiamo avanti» diceva Pizzarotti in quell’occasione. E così sono iniziate le accuse di Grillo, ma, soprattutto, si è infiammata la delusione degli elettori.

Il 2015 è portatore di un nuovo tassello della questione: in nome dello Sblocca Italia, Ugozzolo si appresta ad accogliere i rifiuti provenienti da fuori provincia, diciamo pure da tutta Italia. Naturale quindi che le fiamme dell’amarezza, dell’illusione e dell’insuccesso si staglino ora tra i grillini, dividendo quel Movimento che fa della partecipazione e della collaborazione le sue armi vincenti (ma forse a doppio taglio). Così gli “Amici di Beppe Grillo” e “Parma 5 stelle 2.0” mostrano tutta la loro delusione nei confronti di coloro in cui, qualche anno fa, hanno riversato la propria fiducia.

Andrea Melani, organizzatore di “Parma 5 stelle 2.0”, durante l’incontro programmato da Fabrizio Savani la scorsa settimana e diretto a tutta la cittadinanza (anche se, come ovvio, la sala era piena di attivisti e simpatizzanti 5 stelle), prende in mano il microfono e chiede ai consiglieri e agli assessori presenti: «Cosa avete fatto e cosa intendete fare per informare la città? Pensate che questa riunione serva?» e ancora, «Cosa rimarrà ai cittadini dell’etica del M5S?». Sono parole pesanti, che gravano sulle spalle dei presenti come macigni. E poi, un riferimento alla mozione presentata in Regione dal Comune di Parma: «Perchè avete deciso di fare un atto così idiota, mettendovi dalla parte di chi l’inceneritore l’ha voluto?».
Un fiume di domande quindi, di interrogativi a cui si fa fatica a dare delle risposte. E la tensione cresce, le parole si appesantiscono, volano insulti, il tono della voce si alza sempre di più.

La parola passa poi a Daniele Ghirarduzzi, co-organizzatore di “Amici di Beppe Grillo”, che legge un comunicato stampa di Iren, la multiutility che  ha visto crescere lo smaltimento dei rifiuti speciali, «quindi è del tutto ingiustificata la richiesta di aumento dei costi a carico dei cittadini». Tra l’altro, il Comune di Parma ha maggior credito rispetto agli altri all’interno di Atersir, ma, anzichè reagire e decidere esso stesso le tariffe da far pagare ai cittadini, è rimasto soggiogato dalla volontà di Iren, con un comportamento che Ghirarduzzi ritiene essere passivo e supino. La soluzione sarebbe dunque quella di creare una gara per affidare il servizio di gestione rifiuti a una municipalizzata.
E le distanze crescono, le convinzioni comuni sbiadiscono, gli ideali si allontanano. «Dov’è che siamo la novità? Dov’è che rappresentiamo il cambiamento? Questa visione fatalista che accetta tutto ciò che viene dato, non appartiene al Movimento 5 Stelle».