20 Ottobre 2018

Mall Baganzola: sequestrata area. Avviso di garanzia a Alinovi

Mall Baganzola: sequestrata area. Avviso di garanzia a Alinovi

L’assessore ai lavori pubblici e due tecnici indagati pe abuso d’ufficio. Lagambiente (che aveva fatto l’esposto): “La mancanza di trasparenza e umiltà di questa amministrazione impone una seria riflessione alla città intera”


La Guardia di Finanza di Parma ha posto sotto sequestro l’area del cantiere di un nuovo grande centro commerciale, ‘Parma Urban Discrict’, un’area di 300mila metri quadrati posta fra l’aeroporto, l’ente fiere e l’autostrada del sole. Il sequestro preventivo è stato deciso dal Gip del Tribunale di Parma perché, dopo un esposto di Legambiente, è emerso che la struttura è collocata in un’area che sulle base di norme sia primarie (codice della navigazione) che secondarie (regolamento Enac – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), deve ritenersi sottoposta a vincolo aeroportuale. In particolare, proprio nelle zone a ridosso dell’aeroporto, non è quindi possibile edificare strutture o edifici frequentati da più persone come appunto centri commerciali al fine di minimizzare possibili rischi per la collettività. Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo del quartiere. Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagate tre esponenti del comune di Parma: l’assessore all’urbanistica Michele Alinovi e due tecnici, i dirigenti comunali Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo.

Il mall dovrebbe essere inaugurato nei primi mesi del 2021; si sviluppa su una superficie di 300mila mq su due livelli per complessivi 50 mila metri di spazi di vendita e 3.700 posti auto.

“Ci tengo, come ci ho sempre tenuto, a essere trasparente con i miei concittadini. Oggi sono stato raggiunto da un avviso di garanzia nel quale mi si contesta il mancato adeguamento del piano sicurezza dell’Aeroporto Giuseppe Verdi di Parma, rispetto alla costruzione del Mall di Baganzola. Mi contestano un abuso d’ufficio. Per chi mi conosce sa quanto in questi anni abbia messo anima e corpo per Parma, lavorando con piena onestà e trasparenza e nel rispetto delle normative”. Così scrive su Facebook Alinovi commentando l’indagine. “Purtroppo – continua – l’amministratore pubblico, sindaco o assessore, cammina ogni santo giorno su cocci di bottiglia. Un mestiere complesso ma carico di soddisfazioni. Per chi non mi conoscesse ci tengo a farlo presente ora: in sei anni da assessore del Comune di Parma ho sempre agito con professionalità e responsabilità. Ho la serenità e l’onestà intellettuale dalla mia parte. Affronterò questa tegola personale con grande rispetto nei confronti della magistratura, ma con la tranquillità di chi ha sempre fatto seriamente il proprio dovere”.

Questo il comunicato di Legambiente: “Siamo onorati che la Procura della Repubblica abbia dato ascolto al nostro esposto del giugno scorso. L’inchiesta della magistratura accoglie in pieno tutti i dubbi che Legambiente aveva avanzato sulla legittimità del mall – mega centro commerciale di Baganzola, rispetto all’assente piano di rischio aeroportuale del “Verdi”. Non a caso le chiamavamo “relazioni pericolose” .

Il sequestro del Mall disposto dalla Procura fa cadere il velo di ipocrisia di cui si ammanta l’azione dell’Amministrazione Comunale in ambito ambientale. Legambiente ricorda che non saremmo giunti a questo punto se il Comune avesse agito in trasparenza e sospeso in autotutela il cantiere del mall, come chiedemmo dall’inizio della vicenda e come consigliato anche da Enac.

Siamo garantisti, non è nostro costume chiedere dimissioni ma la mancanza di trasparenza e umiltà di questa Amministrazione comunale impone una seria riflessione alla città intera. Sull’aeroporto e il mall si era creata una cappa che ora si è incrinata. Serve un cambio di rotta. Il Comune di Parma si sta esponendo a rischi concreti di richiesta risarcimento danni che graveranno sulla collettività.

Chiediamo cambiamenti radicali nel modo di fare politica, specie sulle grandi opere, e di relazionarsi con i cittadini e le associazioni che si battono per la tutela dei diritti e del territorio. L’azione e le parole di oggi della Procura sono dei macigni per tutta la classe dirigente della città e riteniamo che, in particolare chi la amministra, dovrebbe interrogarsi seriamente sul proprio ruolo, sulla garanzia che può dare ai cittadini stando al proprio posto in questa fase e trarre le dovute conseguenze.

Legambiente si riserva di fare altre valutazioni assieme alle associazioni Wwf, ADA Donne Ambientaliste e Manifattura Urbana, con le quali ha condotto la campagna sulla sicurezza aeroportuale e la tutela dell’ambiente impattata dalla colata di cemento del mall e convoca per domani ore 11 una conferenza stampa, presso la propria sede, per ulteriori comunicazioni sulla questione e anche in merito alla procedura di VIA per l’allungamento della pista aeroportuale depositata al Ministero dell’Ambiente”.

La società Parma Urban District, intanto emette una nota: “pur non essendo parte del procedimento penale di interesse e ritenendo di aver agito legittimamente, tutelerà in ogni sede opportuna il suo diritto alla costruzione del centro commerciale, per il quale sono state già impiegate ed impegnate ingenti risorse economiche”.

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