9 Giugno 2017

L’appello al voto del pentastellato Daniele Ghirarduzzi

L’appello al voto del pentastellato Daniele Ghirarduzzi

“Abbiamo partecipato a tutti gli incontri dove ci hanno invitato, abbiamo risposto a tutte le sollecitazioni ed i messaggi, perché il MoVimento 5 Stelle ama il contatto diretto coi cittadini, vuole ascoltare, anche chi non la pensa come noi”


“Siamo ormai alla fine della campagna elettorale. È stata faticosa, difficile, abbiamo cercato di andare in ogni quartiere col nostro camper tour, abbiamo partecipato a tutti gli incontri dove ci hanno invitato, abbiamo risposto a tutte le sollecitazioni ed i messaggi, abbiamo fatto tanti, tanti banchetti in via Mazzini e in giro per la città, perché il MoVimento 5 Stelle ama il contatto diretto coi cittadini, vuole ascoltare, anche chi non la pensa come noi. Abbiamo cercato di fare capire alla gente che il MoVimento non è solo una forza politica che, ormai matura, si propone per andare al governo del Paese, e, nel nostro piccolo, della città, ma abbiamo cercato di fare capire la nostra visione di fare politica, che è diversa da tutti gli altri.

I partiti delle larghe intese, o dei larghi inciuci sarebbe meglio dire, non hanno le mani libere come noi, non possono tradire i loro sponsor: le lobby che li finanziano. Le liste civiche sono senz’altro meglio, tuttavia cercano di proporre soluzioni preconfezionate, magari puntando sulla competenza, sulla loro capacità di risolvere i problemi, e non hanno, non certo per loro colpa, dietro di loro un MoVimento a livello regionale e nazionale, che può integrarsi nelle problematiche comunali per cercare di risolverle tutti insieme.

Insieme. Questa è la nostra visione. Noi non vi proponiamo persone infinitamente competenti, anche se fra di noi ci sono, non vi proponiamo le soluzioni preconfezionate, prendere o lasciare, anche se il nostro programma è bello e, specialmente, molto concreto. No. Noi vi proponiamo di abbandonare la logica della competitività, del profitto, dell’essere schiavi del bilancio e della crescita economica. Vi proponiamo un altro tipo di crescita, quella civile, dove la parola competitività viene sostituita da comunità, cooperazione, collaborazione, la parola profitto viene sostituita da diritti dei cittadini, che sono incomprimibili, il bilancio deve diventare lo strumento per realizzare, non per bloccare, il programma. Vorremmo aprire le porte del Comune ai cittadini, renderli artefici del proprio destino con la partecipazione attiva, la democrazia diretta, il bilancio partecipativo. Cose che esigono un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, certo, ma ricordiamoci che non c’è libertà se non c’è partecipazione. La nostra Costituzione dice “La Repubblica richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” Non ci dice che abbiamo il diritto a queste cose, ma afferma con estrema chiarezza che la solidarietà è un dovere inderogabile di tutti noi.

Se i cittadini vorranno darci fiducia ed andremo al governo della città, gli interessi privati per la prima volta troveranno le porte chiuse, mentre i bisognosi le troveranno aperte. Noi assumeremo educatrici, operatori socio-assistenziali, poliziotti municipali, perché si può fare, come ha fatto la sindaca Raggi a Roma, assumendo 1.121 educatrici. Noi apriremo il portafoglio, anziché chiuderlo com’è stato fatto dal sindaco uscente, noi erogheremo il reddito di cittadinanza, piccolo o grande che sia, dipende dalle disponibilità che comunque ci saranno se non si sprecano i soldi favorendo gli interessi privati com’è stato fatto fino ad oggi.

Voi direte: vendono sogni, le solite belle parole. Effettivamente il nostro è un sogno, ma se voi ci aiuterete, e con noi troverete sempre la porta aperta, quel sogno si può trasformare in realtà. Noi sappiamo che sbaglieremo, perché è umano, e sarebbe sciocco non ammetterlo, ma se ci aiuterete a correggere i nostri errori, se riusciremo a tenerci tutti per mano, gli errori serviranno per imparare a diventare tutti un po’ migliori. I politici spesso parlano, e poche volte ascoltano. Noi invece vorremmo proporre soluzioni ma specialmente ascoltare i vostri bisogni, avervi in nota, come si dice a Parma. Per una volta voi conterete #sulserio. I nostri unici alleati di governo sarete voi.

Dobbiamo anche farci perdonare di avervi chiesto la fiducia cinque anni fa, e poi avervi fatto scontare il tradimento del sindaco uscente, una cosa che ha fatto tanto male anche a noi e che qui a Parma il Meetup Amici di Beppe Grillo da cui nasce questa lista denunciò per primo. Si, lo denunciammo per primi, perché il MoVimento ha gli anticorpi rispetto all’Effetto Poltrona. Per darvi la garanzia che questa volta facciamo davvero, abbiamo previsto il giudizio di mandato da parte dei cittadini, cioè vi chiameremo a giudicare se abbiamo mantenuto le promesse, e se non sarà così, ci dimetteremo.

Il MoVimento 5 Stelle non è mai arrivato per davvero a Parma, questa volta c’è, e come avete avuto il coraggio delle vostre scelte in passato, chiediamo di avere ancora quel coraggio anche oggi. Cambiare si può. Ora spetta a voi fare la scelta giusta. In alto i cuori!”

 

Daniele Ghirarduzzi, candidato sindaco del M5S di Parma

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *